Victor Serge.
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Ritratto di Stalin.
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Traduzione dal francesce.
1944. Edizioni ERRE, Venezia.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato dal "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
Aperto a chiunque voglia collaborare, realizza la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico.
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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L'AUTORE: Victor Serge.
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Viktor L'vovic Kibalcic, conosciuto con lo pseudonimo di Victor Serge, nato a Bruxelles il 30 dicembre 1890, morto a Citt del Messico, 17 novembre 1947)  stato uno scrittore e rivoluzionario russo.
Victor era figlio di esuli russi. Suo padre era stato un ufficiale della Guardia Imperiale, parente di Nikolaj Ivanovic Kibalcic, uno degli attentatori di Alessandro secondo. Dopo l'attentato, il padre di Victor Serge si vide costretto a lasciare il paese, fino a giungere in Belgio, dove trov lavoro come insegnante presso l'Istituto di Anatomia di Bruxelles. Qui, il 30 dicembre 1890, nacque Viktor.
Victor fu avversario e testimone della presa del potere da parte di Stalin e del tradimento della rivoluzione. Originariamente un'anarco-individualista, si avvicin gradualmente al marxismo, entrando poi nel partito bolscevico al suo arrivo a Pietrogrado, nel febbraio del 1919, ponendosi, in seguito poi all'ascesa di Stalin, in un'originale posizione di marxista libertario. Lavor per la neonata Internazionale Comunista come giornalista, editore, traduttore.  Mor nel 1947 in esilio in Messico. 
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Indice.
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1. VISIONE DELLA GEORGIA.
2. IL SEMINARISTA JOSIF DJOUGACHVILI.
3. KOBA, L'OSCURO RIVOLUZIONARIO.
4. LE PRIME AMAREZZE.
5. IL TERRORISTA.
6. GLI ANNI DI SIBERIA.
7. LA RIVOLUZIONE DEL NOVEMBRE 1917.
8. DURANTE LA GUERRA CIVILE.
9. L'EPISODIO DELLA MARCIA SU LVOV.
10. IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMITATO CENTRALE.
11. NASCITA DELLO STATO BUROCRATICO.
12. LA SUCCESSIONE DI LENIN.
13. CADUTA DI ZINOVIEV E DI KAMNEV.
14. L'OPPOSIZIONE E LA RIVOLUZIONE CINESE.
15. INDUSTRIALIZZAZIONE, COLLETTIVIZZAZIONE AGRICOLA, CARESTIA.
16. CRISI ALL'UFFICIO POLITICO.
17. IL TERRORE.
18. L'URSS ENTRA NELLA SOCIET DELLE NAZIONI.
19. TERRORE E PROPAGANDA.
20. IL PROCESSO DEI TREDICI.
21. SPIEGAZIONE DELLE CONFESSIONI.
22. SANGUE SU SANGUE.
23. IL TERZO PROCESSO DI MOSCA.
24. VITTORIA IN CINA, DISFATTA IN SPAGNA.
25. EGLI  L'AQUILA, LA MONTAGNA E IL SOLE.
27. ED EGLI HA PAURA.
NOTE.
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Fine indice.
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RITRATTO di STALIN.
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1.
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VISIONE DELLA GEORGIA.
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Dopo la pianura russa, che si estende per oltre duemila chilometri con i suoi avvallamenti, i suoi boschi, i suoi fiumi, dall'Oceano Artico al bacino mediterraneo, il viaggiatore prova una specie di meraviglia alla vista del Caucaso. L'alto massiccio l'accoglie nelle sue gole: il dente di ghiaccio del Kazbek, un vulcano spento, domina larghe vallate verdi e dorate. Gli uomini che il viaggiatore incontra per la strada sono di una singolare bellezza; essi indossano una veste di panno grezzo, alla foggia medioevale, e portano alla cintura un dritto pugnale in uso per tagliare il pane.... Il vetturale che conduce il tradizionale attacco a due ruote, trainato da buoi tozzi dalle corna corte, canta dolcemente per ritmare il passo delle sue bestie; ed accade che egli improvvisi i suoi canti man mano che avanza o che rievochi a memoria le ammirevoli strofe di un poema d'amore cavalleresco che Sotha Rust'veli scrisse nel XII secolo, al tempo della grande Georgia. In questi luoghi il lavoro dell'uomo si accanisce a disputare ai venti, alle nevi, alle altitudini i pi piccoli appezzamenti di terra aggrappati ai fianchi delle montagne; si vedono i campi di grano adagiarsi, accanto alle vette, lungo gli scoscesi pendii. I villaggi hanno una strana fisionomia: piccole case piatte, fatte di grosse pietre, che ricevono spesso la luce dalla porta, dal tetto piatto, vicina ognuna ad una massiccia torre quadrata un poco inclinata perch costruita da tempo. E si apprende che presso questo popolo di lavoratori della montagna, si svolgono ancora delle lotte fra famiglia e famiglia. Il ragazzo  gi un uomo a dodici anni nei villaggi delle alte montagne, resi inaccessibili dalle nevi per sei mesi dell'anno:  un uomo che monta a cavallo e porta il pugnale, che si sente fiero e vuole essere libero.... La strada si allontana dai precipizi, i pendii si addolciscono. si ha la sensazione di entrare in un vasto e profumato giardino, si scorge al passaggio un orsacchiotto catturato, legato nella corte di una locanda e col quale i bambini giuocano e tutto ad un tratto i tetti piatti di Tiflis che si stagliano a ripiani sul fianco della roccia, al di sopra della spumeggiante Kura. La citt russa, moderna, centro amministrativo e militare,  di fianco, attaccata al vecchio agglomerato mussulmano da un ponte all'entrata del quale si innalza una piccola moschea dalla cupola di maiolica azzurra.
Frontiera di pi mondi, Europa, Asia, Georgia cristiana ed Asia islamica di origine turca ed araba con visibili tracce della vicina Persia. Ma le frontiere non solo dividono, uniscono anche.  ancora Europa,  di gi Asia? Io ero colpito dalla vanit di un tal problema ed ai miei piedi erano i contrasti e le differenze della mirabile unit dell'Eurasia. Caucaso, crogiolo di razze e di rivoluzioni. Tutte le invasioni che dall'Asia sono passate in Europa durante i millenni, hanno superato queste montagne, lasciandovi degli uomini, dei linguaggi, delle tombe, dei misteri. Tutti gli uomini hanno compreso che  duro, molto duro vivere in questo paese. Quattro grandi razze, una miriade di piccoli popoli, con un totale oggi circa di sei milioni di abitanti (nella Transcaucasia): Georgiani e Armeni, cristiani di riti diversi, Turchi, Russi (questi, gli ultimi conquistatori, sono in misura del 4,6%); ed Oseti o Alani, i resti di quegli Alani che attraversarono il mondo romano con le invasioni dei barbari e che in seguito furono sgominati dai Visigoti in Spagna, Lesghi, Assiri, Curdi, Adajari (Georgiani islamizzati a Batum), Ebrei montanari i quali sono senza dubbio dei montanari giudaizzati, Iraniani.... I Greci han conosciuto questi paesi, dove gli Argonauti sarebbero venuti alla ricerca del vello d'oro, i Romani ne hanno conquistato il litorale.... Della Georgia, fiorente nei secoli X e XII sotto Davide il Costruttore e Thamar il Grande, restano rovine di castelli, di monasteri, di ponti, immagini sacre, libri e poemi. Un re, Heraclio, per sottrarsi alla dominazione dei despoti persiani, sollecit nel 1783 la protezione di Caterina II, zarina delle Russie. I Russi non compirono la conquista del Caucaso se non verso il 1865 (ma l'hanno veramente conquistato?)
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2.
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IL SEMINARISTA.
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JOSIF DJOUGACHVILI.
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Il 21 dicembre 1879, nel villaggio di Diditilo, nei pressi di Tiflis, Caterina Djougachvili, di origine alana, diede a suo marito Vissarion Djougachvili, un figlio che fu chiamato Josif (Giuseppe) e soprannominato affettuosamente Sosso. Non si sa quasi niente del padre; il quale, di origine contadina, fu artigiano, calzolaio; pu darsi amante del vino. Sembra che il bambino sia stato allevato dalla madre la quale teneva ad istruirlo. Dalla scuola del villaggio egli pass al seminario di Tiflis per farsi prete, la sola carriera che allora si offriva alla giovent del basso popolo. Caterina Djougachvili  morta pochi anni or sono in un modesto appartamento della vecchia residenza dei Vicer del Caucaso. Non si hanno molte notizie sulla infanzia n l'adolescenza del seminarista. La Georgia, povera e sprovvista di mezzi di comunicazione, subiva in quest'epoca molti predomini che si sovrapponevano. L'amministrazione russa trattava i georgiani come un popolo conquistato, mal sottomesso, troppo fiero, troppo buon tiratore. I suoi principi, la maggior parte decaduti, cacciatori, beoni, avventurieri, orgogliosi come gli idalgo della decadenza spagnola, la conducevano ben volentieri alla rovina, paternalisticamente. Si viveva nella miseria e nell'oppressione, scossi da rivolte periodiche, alimentando il proprio animo con i racconti della resistenza opposta all'invasore del Nord. Sette anni prima che Josif Djougachvili entrasse nel seminario, un rettore arciprete vi era stato pugnalato da un seminarista. La ferrovia di Baku arriva a Tiflis: intorno alle prime industrie meccanizzate nasceva un proletariato miserabile e logorato dalle fatiche, in mezzo al quale i seminaristi stessi convertiti al socialismo dal Manifesto comunista di Carlo Marx, propagandavano con ardore un nuovo ideale. Dobbiamo notare che il Manifesto, redatto in Francia all'inizio dello sviluppo industriale dell'Occidente, poteva applicarsi molto bene in un paese dove il capitalismo faceva brutalmente la sua apparizione. Gi il seminario di Tiflis aveva formato molti uomini chiamati ad avere un ruolo nella storia, come No Jordania, il fondatore della socialdemocrazia in Georgia, e Tcakhidz, il quale nel 1917 doveva presiedere il Soviet di Pietrogrado. L'insegnamento religioso era di rito e mediocre, molto inferiore all'insegnamento rivoluzionario, altrettanto elementare che il primo. In seminario, Djougachvili, avendo letto qualcosa su Darwin, divenne ateo; essendo stato colpito dai princpi pi schietti del Manifesto, si ritenne marxista. La naturale rivolta che fremeva nella sua generazione prese anche nel suo animo una forma cosciente.
Non si sa se egli fu cacciato dal seminario o se fu ripreso da sua madre per ragioni di salute, come ella ha sempre sostenuto. Tale dettaglio avrebbe la sua importanza psicologica. Dissimul egli abbastanza per apparire di idee sane o fu mandato via, ma per incapacit? Gli archivi del seminario esistono e se non sono stati frugati, non  certamente senza una ragione.
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3.
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KOBA, L'OSCURO RIVOLUZIONARIO.
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Siamo fra il 1898 e il 1900. La vecchia e santa Russia imperiale, feudale, burocratica e contadina  entrata nel tormento dell'industrializzazione. Segniamo in breve qualche data. Nel 1861 avviene l'emancipazione - piuttosto teorica - dei servi della gleba con un editto di Alessandro II. Lo "zar liberatore" muore nel 1881, in una strada di Pietroburgo, dilaniato dalle bombe del partito "Volont di popolo", che si limitava a reclamare una costituzione. I regicidi vengono impiccati e con Alessandro III l'autocrazia viene proclamata "incrollabile". Il terrorismo si spegne, ma gli scioperi si moltiplicano. L'industria russa, largamente alimentata dai capitali stranieri, beneficia nel suo esordio di tutte le risorse, delle materie prime, dei mercati, della mano d'opera a prezzo irrisorio, di un paese vasto e primitivo. Ma perch produce dei rivoluzionari in serie? Perch i contrasti sociali sono estremamente sentiti. La borghesia in pieno sviluppo  vessata dalle istituzioni burocratiche ed aristocratiche del vecchio regime, che essa comincia ad odiare. I ceti medi della citt sono senza diritto, senza avvenire: e sono questi ceti che danno ora gli intellettuali. I contadini, i quali costituiscono la categoria pi in basso nella scala sociale, mancano di terra, di risorse, di tutto. E questa  la classe che d gli operai alle manifatture e alle fabbriche, dove si lavora sino a quattordici ore al giorno. Nel 1898 fu necessario uno sciopero nella capitale affinch i tessitori ottenessero una giornata lavorativa di 11 ore e mezzo. Il pagamento dei salari dipendeva spesso dal beneplacito dei padroni.
Nel 1876 in una piazza di Pietroburgo si svolge la prima manifestazione di studenti socialisti, all'ombra d'una bandiera rossa. Nel 1892 si costituiscono i primi circoli socialisti nei quali si trova, fra gli altri studenti, Vladimir Oulianov, che diventer Lenin, e la sua compagna Nadiejda Kroupskaya. Nel 1887, il fratello di Vladimiro, Alessandro, viene impiccato per aver partecipato ad un complotto terrorista nel quale si trovano implicati anche due giovani polacchi, Bronislaw e Giuseppe Pilsudsky.... Nel 1896, Leone Bronsten, il futuro Trotsky, fonda un circolo operaio nel mezzogiorno della Russia. Un partito socialdemocratico russo, ancora insignificante, esiste fin dal 1894: alcuni suoi fondatori sono in prigione, leggono Marx. Lenin scrive in carcere il suo primo opuscolo e scampato dalla Siberia fugge a Monaco dove dirige "La favilla", - l'Iskra - per chiamare a raccolta la giovent militante. Tutto il vecchio Impero, apparentemente cos solido, entra a poco a poco in fermento. Nell'Europa di quel tempo  il solo Stato che si possa paragonare, a causa del suo regime interno, agli Stati totalitari d'oggi. La sua secolare robustezza pareva sfidare il tempo: ci voleva l'audacia di giovani ed appassionati chirurghi per avere il coraggio di dire che il paziente, questo colosso, era colpito da un male mortale.
La verit si palesa nel 1905. L'imperialismo russo, estesosi senza sosta in Asia,  arrivato dopo molti secoli alle sponde del Pacifico. Sulle frontiere della Manciuria e della Corea esso cozza contro un imperialismo giapponese, scaturito dalla rivoluzione del 1868. In un anno i russi subiscono sui campi di battaglia della Manciuria, a Liao-Yang e a Moukden, tremende disfatte; la loro flotta, portata dall'Europa,  distrutta nello stretto di Tsoushima dall'Ammiraglio Togo; essi perdono la piazzaforte di Port-Arthur, essi perdono tutto, malgrado il valore dei mugich ai quali sono stati dati dei fucili, per l'inverosimile stato dei trasporti e per corruzione dei funzionari pari alla incapacit dei generali di corte. L'incuria del regime si aggrava per i contrasti politici, che fanno desiderare la disfatta alla maggioranza della popolazione. Da questa disfatta nasce una "jacquerie", vale a dire la massa dei contadini si riversa sulle terre dei signori. I nidi dei signorotti bruciano, gli attentati, gli scioperi, gli ammutinamenti militari si susseguono a centinaia; uno sciopero generale spontaneo obbliga il 17 ottobre 1905 lo zar Nicola II a concedere ai suoi popoli un regime costituzionale su basi quasi parlamentari e delle libert democratiche.... Questi giorni di gioia sono seguiti da giorni di sangue, allorch la reazione, riaccesasi grazie alla fedelt del grosso dell'esercito, reprime crudelmente le insurrezioni, infrange la rivolta di Mosca, fa arrestare il Soviet, cio il Consiglio dei deputati operai di Pietroburgo, presieduto da un giovane rivoluzionario, chiamato Leone Trotsky, che aveva decretato la giornata di otto ore....
La prima rivoluzione russa  stata una prodigiosa fiammata. Essa ha prodotto migliaia di combattenti, di eroi, di ideologi, di politici, di fanatici, di avventurieri. Tutti i nomi che figureranno nella storia circa 12 anni dopo, vi appaiono gi in primo piano, tranne quello di Josif Djougachvili. Nel frattempo nel Caucaso la tormenta assunse una tale violenza che in certi momenti trascin tutto: la rivoluzione fu padrona del paese, tranne che in certe zone. Djougachvili ha ventisei anni; egli milita nei circoli socialdemocratici di Tiflis, di Batum sul Mar Nero, di Baku sul Mar Caspio; sotto diversi nomi di battaglia fra i quali ne preferisce uno, quello significativo di Koba, preso in prestito da un personaggio di romanzo. Tale particolare, che risale alla sua prima giovinezza, svela forse il solo slancio ch'egli abbia avuto verso un destino patetico. Noi sappiamo che scrisse dei bruttissimi versi e ci hanno assicurato che in quella lontana epoca fu autore o pass per autore di tragedie impetuose per la loro trama e la loro enfasi, alla maniera dello scrittore polacco, allora in voga, Pzybychevsky, il quale si ispirava a Nietzsche. Se questi saggi letterari esistono, sono stati ben nascosti e senza dubbio con ragione. Sull'attivit rivoluzionaria di Koba, si sa ben poco. Biografi molto precisi come Boris Souvarin e Leone Trotsky (in una grande opera ancora inedita) hanno studiato, punto per punto, la vasta documentazione esistente, ma non solo non hanno trovato nulla di saliente, ma hanno notato molti punti oscuri.
Djougachvili fu impiegato nell'osservatorio di Tiflis, ma egli visse sopratutto della vita povera ed audace del gregario, mantenuto pi o meno all'ombra delle piccole organizzazioni politiche, molto povere anch'esse. Affigliato al Circolo del Partito Operaio Socialdemocratico di Tiflis dal 1898, si fece notare fra gli operai del deposito delle ferrovie come un carattere poco socievole - anzi fu scritto intrigante - e nel 1908 dovette abbandonare la piccola capitale per andare a militare a Batum. Egli sarebbe stato escluso dal gruppo di Tiflis per avere calunniato alcuni membri allo scopo di acquistarsi una maggiore autorit. Un vecchio rivoluzionario georgiano che lo conobbe in quest'epoca mi diceva: "Era un giovane disinvolto. Capace. Ma maledettamente taciturno, molto esperto nel seminare zizzania...". A Batum fond un circolo operaio, partecip ad uno sciopero seguito da manifestazioni per le strade; ci fu del sangue. La severa repressione non lo colp che moderatamente; prova questa che egli in tale frangente ebbe un ruolo secondario o si dimostr molto abile nel fare agire gli altri senza mettersi in vista.
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4.
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LE PRIME AMAREZZE.
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Le prime prigioni di Koba sono quelle di Batum e di Koutai, piccole citt sulla frontiera turca. Centinaia di uomini, ladri, assassini, contrabbandieri, scioperanti, disgraziati di ogni sorta, rivoluzionari di ogni tendenza, vi vivevano assai liberamente fra di loro, in mezzo al sudiciume, giocando d'azzardo, difendendo e discutendo con calore le grandi idee in voga, pugnalando o strangolando dolcemente, in un angolo del cortile pieno di una folla densa, le spie e i traditori. Koba visse col diciotto mesi, istruendosi un poco, discutendo molto. Una nota della polizia lo soprannomina "il butterato". Mandato, di prigione in prigione, in esilio in un villaggio siberiano della regione di Irkoutsk, Koba evase ben presto e ritorn a Tiflis. Sembra che il primo suo matrimonio risalga a quest'epoca: egli fu felice con una giovane georgiana, credente, che l'adorava e pregava per lui mentre egli partecipava alle riunioni clandestine; quando nel 1907 ella mor di polmonite, lasciandogli un figlio, Koba la fece accompagnare al cimitero da un prete secondo il desiderio della famiglia. Ne fu cos addolorato da confidare ad uno dei suoi compagni, che non gli rimaneva pi nulla di umano: "ho l'animo incredibilmente vuoto...". Nulla si sa di questa sua sposa, nemmeno il suo nome che Stalin non ha mai pi ricordato.
Noi conosciamo un suo ritratto di quest'epoca:  quello di un giovane uomo, sveglio, dallo sguardo fisso, con una leggera barba al mento ed i capelli mal pettinati. La solita fisonomia del giovane operaio o dello studente povero.
...Il 1903 segna una data storica: quella della scissione del partito socialdemocratico russo in bolscevichi (massimalisti) e menscevichi (minimalisti) al II Congresso che fu iniziato a Bruxelles e che poi si svolse lungamente a Londra, nella atmosfera del tracollo dell'impero. Plkhanov vi propose la pena di morte per la dinastia regnante; Lenin vi preconizz la formazione di un partito di intransigenti, ostili ai liberali; Martov, il futuro capo del menscevismo, assunse un atteggiamento moderato. Tutto sommato si pu dire che la scissione si form e si aggrav su queste due concezioni della imminente rivoluzione russa, l'una, la moderata, tendente a spingere la borghesia al potere per istituire un regime parlamentare simile a quelli dell'Occidente allora stabile e prospero; l'altra diretta ad assicurare il predominio della classe operaia per mezzo di un "giacobinismo proletario". L'espressione  di Lenin il quale altrove scriveva anche: "Chi vuole arrivare al socialismo per una strada che non sia quella della democrazia, cadr fatalmente in deduzioni assurde e reazionarie, sia economiche che politiche". La scissione del partito lasci ai menscevichi le pi forti organizzazioni del Caucaso.
Koba si pronunci ben presto per il bolscevismo di cui apprese la logica semplice e ardente da militanti gi noti. Kamnev era gi uno dei dirigenti dei gruppi del Caucaso; un giovane ingegnere, specializzato nei problemi della tecnica e degli armamenti, Krassin, lavorava a Baku, centro dell'industria petrolifera. La storia ufficiale scarta oggi le ombre di questi uomini per attribuire retrospettivamente a Koba un ruolo di primo piano: impudente falsificazione che non resiste ad alcuna analisi e che le esecuzioni sommarie non sono riuscite ad accreditare. Koba fu, durante tutta la prerivoluzione e la rivoluzione del 1905, un oscuro militante, i cui tratti, di una semplicit infantile, rivelano l'ignoranza.
 certamente falso che sia stato in corrispondenza con Lenin dal 1903, come egli ha sostenuto dopo la morte di Lenin; egli incontr la prima volta Lenin in Finlandia, ad una conferenza del partito svoltasi a Tammerfors nel 1905. Non sembra che Lenin lo abbia notato: venti anni pi tardi Stalin dir che egli riconobbe subito in Lenin "l'aquila delle montagne". Sentendo visibilmente il peso della oscurit della sua giovinezza, giunto al potere si sforzer di rifare la propria biografia e la storia, cos ben conosciuta, del bolscevismo nel Caucaso. Noi vediamo in ci l'indice di un complesso di inferiorit che dovette opprimere per molto tempo questo giovane uomo dallo spirito incolto, poco atto al maneggio delle idee, sprovvisto di eloquenza, incapace di scrivere, ma divorato da una oscura energia, dal bisogno di affermarsi e di dominare - come dal bisogno ancor pi profondo di provare a s stesso il proprio valore rispetto agli altri. Egli dovette soffrirne tanto pi in quanto il giovane socialismo russo dell'epoca era molto ricco di talenti e di magnifici temperamenti. Lenin e Trotsky erano celebri, Kamnev, Krassin, Rykov, Enoukidz, Nevsky, noti; Koba rimaneva nell'ombra. Tutti questi suoi compagni di lotta che erano allora pi grandi di lui e che sopravvissero, egli li sopprimer trent'anni pi tardi: Kamnev, Rykov, Enoukidz, Nevsky....
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IL TERRORISTA.
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Se egli non si fece conoscere, o soltanto per quel poco che si sa, nella grande burrasca rivoluzionaria del 1905,  certo che dal 1906 nelle volute tenebre si apre un capitolo essenziale della sua vita; e questo capitolo  gi pieno di sangue e di sofferenze e di una azione talvolta epica; ma  il sangue, la sofferenza, l'azione degli altri.  impossibile sapere ci che fa Koba; si intravede per che egli tiene i fili del complotto, facendo agire gli altri. Ci si chiama avere delle doti da organizzatore.
Kot Tsintsadz, un insorto, un eroe, ha scritto: "Arsenio Djordjachvili ebbe l'incarico di uccidere il generale Griaznov, un temuto reazionario.... L'esecuzione dell'atto terroristico veniva rinviata. Koba-Stalin mi chiam e mi disse: - Se entro la settimana Djordjachvili non sopprimer Griaznov, noi ti affideremo tale compito.... -Ma Djordjachvili comp la sua missione"(1). Tsintsadz racconta inoltre che "con il consenso di Koba-Stalin" organizz un attentato ad un vagone postale sulla via di Tchiatouri; gli assalitori si impadronirono, per il partito, di 21.000 rubli-oro. (Questo Tsintsadz, pur essendo sfuggito pi volte e miracolosamente alle autorit imperiali, fu lasciato morire da Stalin in deportazione nel 1931...).
La pi clamorosa delle gesta di tal genere fu quella di Tiflis nel giugno 1907. Un gruppo di terroristi bolscevichi assal in piena citt una vettura del tesoro scortata da Cosacchi; si registrarono morti e feriti in gran numero; i bolscevichi si impadronirono di 341.000 rubli, pari a 170.000 dollari oro. Litvinov esport all'estero una parte dei preziosi biglietti e fu arrestato a Parigi; il medico Smanchko, futuro Commissario del popolo alla sanit pubblica, e Olga Ravitch, furono arrestati perch in possesso degli stessi biglietti, l'uno a Stoccolma e l'altra a Ginevra. (Nel 1936-1937 Stalin ha fatto scomparire Smanchko e Olga Ravitch).
Una "espropriazione" - era il termine usato - dello stesso genere fu perpetrata a bordo del vapore Nicola I nel porto di Baku e, se vogliamo credere ad una vecchia testimonianza di Vychinschi, attualmente Commissario del popolo alla giustizia, Koba vi fu compromesso da vicino.... Si sa infine, ma per sentito dire, che egli fu implicato, per qualche ragione, nell'affare dei falsi biglietti di banca dei fratelli Sakvarlidz con i quali condivise la cella del carcere nel 1908. Comunque sia, furono sempre gli altri a pagare di persona; la polizia ignora la parte di Koba in queste imprese e bench egli sia spesso caduto nelle sue reti non ebbe altra pena che la deportazione. All'abilit dimostrata fra le quinte del terrorismo, Koba dovette invece l'inizio della sua segreta ascesa fra le gerarchie del partito bolscevico.
Vogliamo rilevare ancora un particolare del suo modo di agire. Nella prigione di Bailov, un giovane operaio uccise con una coltellata un detenuto avendolo ritenuto una spia; si venne a sapere che egli aveva agito per istigazione di Koba (1908). Le testimonianze ci rivelano un uomo vigoroso, taciturno, inflessibile con se stesso, padrone dei suoi nervi, coraggioso nella cattivit.
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GLI ANNI DI SIBERIA.
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Attentati simili a quelli che abbiamo ricordato erano allora molto numerosi. I socialisti-rivoluzionari, i massimalisti, gli anarchici, i socialisti polacchi diretti da Giuseppe Pilsudski ne commettevano di frequente, creando una vera e propria situazione di conflitto fra i partiti illegali ed il regime imperiale. Annate tragiche si susseguivano, caratterizzate dalle innumeri impiccagioni, dalle gesta degli agenti provocatori e dagli eccessi delle colonne infernali nelle campagne. L'autocrazia, rinsaldata dai capitali stranieri, acquistava nuovo vigore ad ogni passo, sciogliendo una Duma dopo l'altra, arrestando e deportando in Siberia i deputati di queste camere senza potere, senza riuscire a creare un ordine stabile malgrado gli sforzi di un vero uomo di Stato reazionario, Stolypin, il quale, scampato audacemente alle bombe, si sforz, per mezzo di una riforma agraria, di dare allo Zar l'appoggio di una classe di contadini benestanti. Egli fu ucciso e la guerra imped che la riforma venisse realizzata.
Noi non seguiremo a tal punto le complesse fasi dello sviluppo del bolscevismo attraverso questi anni in cui la demoralizzazione pi profonda si avvicenda ad uno straordinario entusiasmo. All'avvento della rivoluzione la socialdemocrazia russa contava circa 150.000 iscritti. Essa ricostitu la sua unit al congresso di Stoccolma (1906) dove Stalin figura sotto il nome di Ivanovitch, senza peraltro mettersi in luce. Egli riapparve al congresso di Londra (1907) dove il suo mandato fu contestato; ma Lenin lo trasse d'imbarazzo.... Egli non prendeva nessuna parte di rilievo alle lotte intestine che dilaniavano il partito, formalmente unificato, ma pi diviso che mai e con una segreta frazione bolscevica la quale non teneva conto di alcuna disciplina. Deplorevoli affari di denaro, storie di eredit prese con astuzia o sottratte, di inchieste e di controinchieste sul banditismo politico, condannato dal partito, ma praticato dalla frazione bolscevica che lo rinnegava a met, gli eccidi della reazione rendevano pesante l'atmosfera dei movimenti rivali, tutti egualmente perseguitati. In seguito a delle espropriazioni, Koba-Stalin sarebbe stato, su istanza dei menscevichi, escluso dal partito per l'organizzazione del Caucaso. I bolscevichi non tennero in nessun conto questa sanzione. Nel 1912, la conferenza bolscevica di Praga, attuando una nuova scissione nella socialdemocrazia, costituiva un Comitato Centrale e vi chiamava Stalin, assente, ammettendolo per cooptazione. Vi si trover accanto a Lenin, Zinoviev e l'agente-provocatore Malinovski, capo del gruppo parlamentare bolscevico (fucilato nel 1918). Evaso dalla deportazione a Narym, incontra poco dopo Lenin a Cracovia.
Stalin non fece all'estero che delle brevi apparizioni. La sua carriera la deve ai servizi in danaro che egli prestava al gruppo diretto da Lenin e per i quali  incorso perfino nell'esclusione. Questo militante non  mai stato delegato da nessuno, non si  mai presentato al suffragio dei compagni, non  n oratore n giornalista; la sua attitudine organizzativa nascosta da azioni dannose e lucrose, che egli fa compiere agli altri, gli procura un posto fra i capi e questo posto l'ottiene per cooptazione, cio per una decisione presa di ufficio senza che il partito venga consultato.  cos che Stalin avanzer tutta la vita: ignorato dalla maggioranza, attraverso gli uffici del partito.
Come tutti gli altri subisce, ma in condizioni relativamente benigne, la persecuzione. Arrestato a Baku nel 1908, deportato a Solvytchgodsk, in provincia di Vologda, evaso, di nuovo arrestato a Baku nel 1909, ricondotto a Solvytchgodsk, di nuovo evaso, di nuovo arrestato a Pietroburgo.... Egli viene finalmente deportato a Touroukhansk, sullo Inissi, nel nord della Siberia, nel cuore della desolata steppa nordica, a pi di mille chilometri dalla transiberiana.
In questo duro esilio al circolo polare, Stalin vi passa quattro anni, sino alla fine dell'autocrazia. A Cracovia, Lenin e Zinoviev - il Comitato Centrale - preparavano la sua evasione insieme a quella di Sverdlov, suo compagno di sventura. La polizia politica, informata dall'agente-provocatore Malinovski, mand Stalin ancora pi a nord, in un villaggio di pescatori, a Koureika. Egli visse col giorni di amara solitudine, in una capanna piena di reti da pesca, ripiegato su s stesso, taciturno, senza evidenti esigenze intellettuali. Gli altri deportati cercavano in quel luogo di impiegare il tempo istruendosi, leggendo alla luce della candela fino a tardi nella notte polare, discutendo fra loro le grandi idee. Il georgiano "silenzioso e scuro, cacciava la volpe nella taiga siberiana e le anitre selvatiche nella tundra selvaggia"(2). Egli incontr l quattro bolscevichi: Gaven, Mdviedev, Choumiatski, Golostchkine (del Comitato Centrale): e questi quattro, poco pi di vent'anni dopo, egli li far scomparire..."(3).
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LA RIVOLUZIONE DEL NOVEMBRE 1917.
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In tutte le battaglie della grande guerra, l'esercito russo manc di munizioni, le sue ambulanze mancarono di medicamenti. Questo esercito sub in proporzione le pi elevate perdite in uomini, morti, feriti e prigionieri. Dal 1916, dopo tre anni di combattimenti, la Russia si trov esaurita, in preda ad un malcontento generale. Nicola II, per nominare e dimettere i suoi ministri, consultava un falso-santo, visionario e dissoluto, Rasputin, che un principe Ioussoupov ed il capo del partito monarchico Pourichkvitch finirono per assassinare. Lo Stato Maggiore, i granduchi meditavano una congiura di palazzo. Tutta la borghesia industriale e commerciale sentiva indispensabile un cambiamento di regime e si accingeva a prendere il potere. Le fabbriche e le campagne tacevano, ma niente vi era di pi pericoloso del loro silenzio. La corte, la sua burocrazia poliziesca e clericale, la sua aristocrazia terriera apparivano all'intero paese come degli ostacoli che dovevano essere travolti affinch la Russia potesse rimarginare le sue ferite. Dal 1912, i colpi tirati sugli scioperanti delle miniere d'oro della Lena avevano significato il risveglio del movimento operaio.
L'autocrazia non  travolta, essa cade, essa crolla per le strade di Pietrogrado perch nei sobborghi manca il pane. Tutti i partiti rivoluzionari sono sorpresi per l'avvenimento. Nicola II abdica, i liberali formano un governo provvisorio; i delegati delle fabbriche e dei reggimenti si riuniscono in una delle sale del palazzo di Tauride, sede della Duma, e ricordandosi del 1905 si costituiscono in Consiglio o Soviet. In effetti, nelle sale attigue dello stesso palazzo, vi sono due governi, e quello dei Soviet, che d'altronde declina il potere, trasforma con un suo primo decreto il regime dell'esercito.
Dal fondo della Siberia gli esiliati rientrano, impazienti di agire. Sverdlov corre in slitta sul ghiaccio dello Innissi che sta per fondersi da un momento all'altro. Stalin, Kamnev e Mouranov rientrano insieme per prendere a Pietrogrado la direzione del piccolo giornale bolscevico, la Pravda, la Verit. Al Soviet, Stalin entrato a far parte dell'Esecutivo come membro del Comitato Centrale bolscevico, senza essere stato eletto da nessuno, gioca un ruolo poco in vista; altri Georgiani, gli oratori Tsretelli e Tchkhidz, menscevichi, vale a dire moderati, vi fanno i tribuni. Alla Pravda, Kamnev e Stalin svolgono anch'essi una politica moderata, di aiuto condizionato al Governo provvisorio, dunque di difesa nazionale, nettamente contraria a quella di Lenin.
Gli emigrati rientrano da tutti i punti del mondo: Lenin, Zinoviev ed altri dalla Germania, in vagoni piombati; i socialisti svizzeri hanno organizzato il loro viaggio ed il grande Stato Maggiore tedesco si  creduto molto furbo ad autorizzarlo; Boukharin rientra da New York per la Scandinavia; Trotsky dal Canad dove era stato internato. Pietrogrado  piena di ex forzati, di vecchi condannati a morte, di emigrati, di esiliati, di deportati appartenenti a due grandi partiti: al partito socialista-rivoluzionario, in realt radicale, e al partito socialdemocratico, scisso in bolscevichi e menscevichi, e ad una miriade di piccoli gruppi politici. Si constata che il vecchio regime ha creato a migliaia i suoi affossatori.
Millenovecentodiciassette, anno di speranze illimitate, meno che per la Russia, in quanto la guerra, prima di terminare con il crollo imprevisto della Germania, si prolunga e si estende. Gli Stati Uniti, il Siam, il Brasile entrano in guerra contro gli Imperi centrali. Battaglie di Arras, di Chemin-des-Dames, d'Ypres, di Verdun, battaglie dell'Isonzo, disastro di Caporetto, conquista di Jerico da parte degli inglesi, conquista di Bagdad, conquista di Samaria, guerra sottomarina ad oltranza, bombardamenti aerei di Londra e di Parigi. Ma a Pietrogrado, mentre l'imperatore prigioniero nella sua residenza di Tsarko-slo vaga tristemente nel suo parco, le folle entusiaste, ebbre di libert, di idee, di attese, di progetti, di incognite sfilano per le strade in dimostrazioni ostili, si riuniscono in congresso, deliberano senza fine e non tralasciano di proclamare ci che vogliono, ci che esse credono di volere.... Fra le pieghe delle bandiere rosse son sorti dei tribuni, Krensky, Tsretelli, Tchernov, i quali affermano una nuova repubblica e la riforma agraria, Trotsky il quale annuncia la conquista del potere da parte dei Soviet; uomini di Stato e pensatori si scagliano gli uni contro gli altri, Milioukov che vuole la continuazione della guerra, Dan, Abramovitch, Martov che vogliono affermare un regime democratico, Lenin il quale cerca di sfruttare tutte le possibilit rivoluzionarie contro la borghesia; i generali preparano dei colpi di forza contro la rivoluzione. N sulla tribuna, n alla testa delle folle si vede Stalin.
Il conflitto sociale si aggrava. Quale ordine sta per nascere dal caos? Chi dar la terra ai contadini? Chi far la pace? Chi far la repubblica? Quale legge agraria? Quale pace? Quale repubblica?
All'inizio di luglio, avendo Krensky iniziato una offensiva che, naturalmente, fallisce, la guarnigione di Pietrogrado scende per le strade. Il Comitato Centrale bolscevico pensa che  troppo presto per prendere il potere: non sarebbe sostenuto dalla provincia. Il tumulto abortisce nella pioggia; d'importante si registra soltanto qualche dozzina di morti. Stalin va alla fortezza di Pietro e Paolo ed assiste alla consegna delle armi da parte dei battaglioni bolscevichi battuti. Stalin rende un grande servizio organizzando la fuga di Lenin, che si ripara in Finlandia, dicendo: "Se non ci fucilano ora, sono degli imbecilli". Trotsky si lascia arrestare per assumere su di s le responsabilit. (Egli diventa poco dopo membro del partito bolscevico, eletto per acclamazione al C. C.). Stalin, nell'assenza dei due capi, dirige il VI Congresso del partito. Eccolo per un momento in primo piano. Non vi resta, si eclissa.
Tutti i pericoli incombono in una volta: vettovagliamento, minaccia tedesca su Pietrogrado, sommosse nelle campagne dove i contadini occupano la terra che  stata loro promessa senza aver osato darla per legge, insubordinazione dei Soviet locali che non vogliono pi obbedire al governo provvisorio, formazioni di maggioranze bolsceviche nei principali Soviet, a Cronstadt, a Pietrogrado, a Mosca; il tentativo del colpo di forza del generale Kornilov si trasforma in una pazza impresa, ma restituisce ai bolscevichi una popolarit che essi avevano perduto con la disfatta di luglio. Invano si fabbricano dei falsi per dimostrare la loro connivenza con la Germania. Dal suo rifugio in una capanna sulla riva del Golfo di Finlandia, Lenin lancia al C. C. i suoi imperiosi avvertimenti: "La crisi  matura!", "Temporeggiare diventa un delitto!". Vale a dire: occorre fare l'insurrezione e prendere il potere oppure tutto  perduto, oppure sar la controrivoluzione a prendere il potere per molto tempo. Trotsky, alla testa del Soviet da lui presieduto, prepara l'insurrezione armando le Guardie Rosse ed impedendo la partenza dei reggimenti rossi. Zinoviev e Kamnev si scagliano, da soli, contro la tesi insurrezionale. Il C. C. incarica un Comitato di Sette di preparare la conquista del potere: Lenin, Trotsky, Zinoviev, Kamnev, Sokolnikov, Boubnov, Stalin. (Di questo comitato, notiamolo subito, Stalin venti anni pi tardi ha fatto scomparire i cinque rimasti: Zinoviev, Kamnev, Sokolnikov e Boubnov...).
Breve battaglia il sette novembre, a Pietrogrado, intorno alla palazzo d'inverno di cui Antonov-Ovsenko dirige l'assalto (questo Antonov-Ovsenko, Stalin lo far scomparire nel 1938). Il gabinetto Krensky si arrende ai marinai insorti; Krensky fugge. A Mosca la battaglia per le strade dura, terribile, otto giorni. Boukharine, Mouralov, Vladimir Smirnov alla fine la vincono (Stalin pi tardi far fucilare i due primi e far scomparire il terzo...). Non si sa molto di ci che ha fatto Stalin in queste giornate decisive. Il suo nome non figura affatto nelle testimonianze cos dettagliate di Jacques Sadoul e di John Reed. Egli stesso un anno pi tardi, in un discorso pubblicato, sottolineer che  a Trotsky che si deve la vittoria dell'insurrezione.
Nel primo Consiglio dei Commissari del popolo, formato la sera dell'insurrezione dal II Congresso dei Soviet e presieduto da Lenin, Stalin assume il portafoglio delle nazionalit. Accanto al suo compaiono i nomi di Rykov, Chliapnikov, Krylenko, Dybenko, Antonov-Osvenko, Glebov-Avilov, Todorovitch che un giorno egli far tutti scomparire.... Membro del governo, egli continua ad essere sconosciuto dal gran pubblico.
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8.
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DURANTE LA GUERRA CIVILE.
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Quale sar il nuovo regime e che cosa promette?  amaro rileggere i documenti del tempo. I primi decreti dei Commissari del popolo offrono a tutti i belligeranti una pace immediata senza annessioni n indennit, aboliscono la propriet fondiaria e danno la terra ai contadini, aboliscono la pena di morte....
La dittatura del proletariato si proclama come la pi vasta democrazia dei lavoratori, annuncia la fondazione di un nuovo Stato nel quale il popolo eserciter un potere diretto, poich l'uomo della fabbrica, dell'officina, della terra diviene nel Soviet legislatore e legislatore provvisto di potere esecutivo; non si avr n polizia, n esercito, n burocrazia distinta dal popolo; l'armamento del popolo in milizie operaie permetter di sostituire la polizia e l'esercito; i funzionari saranno posti sotto il controllo del popolo, eletti e revocati ad ogni momento....
La Repubblica dei Consigli dei lavoratori sar federativa e socialista, ma Lenin ed i suoi compagni hanno spesso ricordato ai rivoluzionari che la Russia  un paese troppo arretrato, il quale non saprebbe darsi immediatamente un regime socialista. Il programma bolscevico non va al di l della nazionalizzazione delle banche e del controllo operaio della produzione. Lenin studia anche la costituzione di societ miste, nelle quali i capitalisti avranno la met delle azioni e lo Stato sovietico l'altra met. La guerra civile, prendendo piede dappertutto, imporr la nazionalizzazione pi integrale. La guerra civile incomincia nelle campagne poich la necessit di nutrire le citt impone il prelevamento forzato del grano che non si ha pi il mezzo di pagare, i biglietti di banca non valgono quasi niente, l'industria disorganizzata non produce i prodotti per lo scambio. Le congiure degli ufficiali, il clero, gli intellettuali, la borghesia, aiutati da interventi stranieri, costituiscono dappertutto delle armate e dei governi nazionali, Bianchi in opposizione ai Rossi, e la Repubblica si dibatter, accerchiata, affamata, assalita da tutte le parti, per circa quattro anni, ogni volta pronta a cadere, ma sempre salvata dai prodigi di energia compiuti dalla povera gente disperata; dalla democrazia caotica dei primi tempi, essa si trasformer all'interno, nel regime sempre pi duro dello stato d'assedio e del razionamento: ci che si chiamer comunismo di guerra.
Durante questi quattro terribili anni, 1918-1921, gli uomini di primo piano sono: Vladimir Lenin, capo del governo e capo del partito; Leon Trotsky, organizzatore dell'Armata rossa, organizzatore della vittoria; Kamnev, presidente del Soviet di Mosca; Zinoviev, presidente del Soviet di Pietrogrado e presidente della IIIa Internazionale fondata nel 1919; Boukharin e Probrajenski, economisti e teorici del comunismo, Alexis Rykov, che dirige le industrie nazionalizzate; Christian Racovsky, capo del governo dell'Ucraina; Dzerjinski, presidente della Ceka; Tchitchrine, Commissario del popolo agli Affari esteri. Stalin continua a rimanere in secondo piano, in un'ombra discreta, ignorata dalle folle. Si vede la sua firma apparire accanto a quella di Lenin in calce ad un manifesto indirizzato alle nazionalit; si sa che egli pronunci un discorso al Congresso della socialdemocrazia finlandese, che egli vot al C. C. per la capitolazione di Brest-Litovsky. (I tedeschi avevano accettato il principio della pace immediata senza annessioni n indennit; nonostante ci, alla conferenza di Brest-Litovsky esigettero immensi territori ed una enorme indennit di guerra; Trotsky rifiut di firmare un simile trattato e dichiar che la Russia cessava la guerra senza firmare la pace; di fronte ad una nuova offensiva tedesca, alla quale fu impossibile opporre la minima resistenza poich l'ex esercito si era interamente disgregato e l'Esercito rosso non esisteva ancora, Sokolnikov delegato dal C. C. firm il trattato "senza leggerlo").
Delle missioni che Stalin svolse sui fronti e sulle quali non si  fatta luce se non dopo il 1929, noi non riepilogheremo se non i principali episodi. Tsaritsyne, sul medio Volga, aveva un grande interesse strategico, poich per di l passava il petrolio del Caspio; questa citt pi volte assalita dai Cosacchi bianchi fu vittoriosamente difesa dalla Xa Armata, alla testa della quale si trovava Vorochilov, ed in sottordine un ufficiale di carriera, Egorov, che pi tardi doveva diventare Maresciallo dell'URSS e scomparire nel 1938. Stalin partecip alla difesa di Tsaritsyne, che per questa ragione si chiama oggi Stalingrado; egli in questa citt fece del suo stato-maggiore un centro di intrighi contro Trotsky. I successi sbalorditivi di Trotsky alla testa di un Esercito tratto dal nulla, il suo prestigio personale, che allora eclissava quello di Lenin, sembrano aver suscitato fin da quel momento, nel duro Georgiano sprovvisto di fascino personale, una gelosia testarda, radicata in qualche divorante complesso di inferiorit. L'intrigo di Tsaritsyne prese l'aspetto di una opposizione all'impiego, deciso da Trotsky e da Lenin, degli ufficiali e dei generali del vecchio regime nel nuovo esercito, sotto il controllo dei Commissari. Insorgendo contro l'idea che dei rivoluzionari potessero essere nell'esercito consigliati o comandati da vecchi generali, Stalin rivel forse ancora un altro complesso di inferiorit, questa volta sociale. Lenin dovette intervenire per sanare questi dissidi dando ragione a Trotsky. Questi, essendosi recato a Tsaritsyne come in altri luoghi, Stalin si era messo in vista per le crudeli proscrizioni: scoperte di complotti, esecuzioni di agenti del nemico, epurazioni a colpi di revolver. Una traccia di sangue lo segue dappertutto. I suoi biografi ufficiali riferiscono con ammirazione che non sapendo che fare di alcune persone sospette, si esitava, Stalin tagli corto: "Fucilateli!".
Altri, in questi tempi, rendevano pi clamorosi servizi. Sul Volga, all'altezza di Kazan, Trotsky, Ivan Smirnov, Rosengoltz, Raskolnikov capovolsero letteralmente con le loro mani e sotto il fuoco del nemico una situazione disperata: ad Ekatrimbourg, Biloborodov teneva testa a tutti ( l che la famiglia imperiale fu fucilata); nell'Ural, Blucher, nel mettere in salvo un piccolo esercito si rivel come uno stratega nato; Toukhatchevski si impadroniva di Simbirsk. La stampa, le assemblee si esaltavano per tali imprese. Stalin oltraggiato dal valore altrui, ad ognuna di queste notizie si sentiva disconosciuto dalla storia. (Venti anni pi tardi, dopo averli disonorati, far fucilare Ivan Smirnov, Rosengoltz, Toukhatchevski; far scomparire Blucher, Biloborodov ed il suo compagno di Tsaritsyne, Egorov. Raskolnikov, messo fuori legge, morir in Francia).
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L'EPISODIO DELLA MARCIA SU LVOV.
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Nella primavera del 1919 Stalin fece una breve apparizione a Pietrogrado, minacciata per il tradimento di un forte della difesa. Gli storici al suo servizio gli attribuiscono la salvezza della seconda capitale. In realt la situazione di quella citt si and aggravando fino all'autunno; in ottobre, Pietrogrado, governata da Zinoviev, sembrava perduta, ma fu salvata da Trotsky giunto in tempo per ingaggiare a Poulkovo la battaglia decisiva. Gli uomini che hanno salvato Pietrogrado in questi giorni di angoscia, Bakav, Evdokimov, Zorin sono stati tutti fucilati nel 1936.
Io abitavo a Pietrogrado e di solito pranzavo alla mensa del "Consiglio dei commissari del popolo della Comune del Nord", dove ci offrivano deliziosi brodi di cavallo frollato. Qui incontrai per due o tre giorni di seguito un nuovo venuto che portava sul camiciotto bleu la piccola bandiera rossa dei membri dell'Esecutivo centrale della Repubblica; un uomo piuttosto magro, ben fatto, dal viso abbronzato, dagli occhi marrone leggermente accostati, dal sorriso un poco stereotipato. Piccoli baffi neri, una sobria uniforme bleu, l'insieme di un sottufficiale vagamente inquietante di qualche cavalleria orientale. Egli si intratteneva amichevolmente con Zinoviev. "Chi  quel camerata?", domandai al mio vicino di tavola, che mi rispose: "Stalin del C. C.,  tutto quello che so". La sera interrogai una vecchia gregaria la quale era la finezza, l'intelligenza, la probit in persona.
"Stalin?" mi rispose in sostanza, "troppo forte, scaltro, di idee nebulose, troppo sangue". Vi era gi su di lui una opinione diffusa tra i dirigenti del partito.
Nel 1920, il maresciallo Pilsudsky gett le sue armate polacche sull'Ucraina. Esse conquistarono Kiev, ma battute, si ritirarono in tale disordine che l'Esercito rosso, comandato da Toukhatchevski, con Smilga. commissario politico, arriv sotto le mura di Varsavia. Lenin vuole che sia tentato un supremo sforzo per conquistare la capitale polacca, mentre lo stesso Toukhatchevski e Trotsky sostenevano che l'Armata era troppo stanca. La direttiva dell'Ufficio politico fu categorica: un'altra armata, comandata da Vorochilov, Stalin e Boudienni, operante pi a sud, in Polonia, doveva appoggiare l'azione di Toukhatchevski. Ma Stalin e Vorochilov, per mettersi anch'essi in mostra con la conquista di una grande citt, preferirono di tentare di entrare essi stessi a Lvov (Lemberg). Ma fallirono come Toukhatchevski e la loro defezione aggrav la disfatta di quest'ultimo. Noi riteniamo che Toukhatchevski commise una grave imprudenza nel ricordare in alcuni scritti, verso il 1934, tali dettagli poco conosciuti della guerra di Polonia. Meglio sarebbe stato, senza dubbio, per lui non ridestare in Stalin il ricordo di questo vecchio conto da regolare.
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IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMITATO CENTRALE.
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L'ascesa di un tale uomo non si spiegherebbe se le circostanze sociali non la spiegassero. Quando termina la guerra civile, Stalin non si distingue per nulla su centinaia di uomini di secondo piano i quali hanno svolto una grande energia. Il caos di Tsaritsyne, le esecuzioni ordinate a sangue freddo, l'intrigo degli stati maggiori, il gioco disastroso della campagna di Polonia non lasciano presagire per questo silenzioso membro del Comitato Centrale un alto destino. In una democrazia, nella quale il maneggio quotidiano delle idee e delle cose d all'uomo politico il consenso o la disapprovazione, egli si eclisser come si  eclissato sotto le luci abbaglianti del 1905 e del 1917. Ma la guerra civile lascia, in un paese agonizzante, devastato, un regime di stato d'assedio fortemente instaurato dai nuovi arrivati, allenati ad infrangere ogni resistenza.
Il comunismo di guerra, se ha permesso di battersi,  completamente fallito in quanto all'organizzazione della produzione e della ripartizione; esso si appoggiava sulle requisizioni nelle campagne, sul razionamento nelle citt e su di una diffusa violenza. Dal 1920 l'opposizione operaia ha denunciato in seno al partito la miseria del lavoratore, i privilegi della burocrazia, il soffocamento di ogni libert. Qualche mese pi tardi, nel 1921, i marinai di Cronstadt si sollevano contro la "dittatura del partito", la "commissariocrazia", un regime economico che lasciava morire il paese. Si combatte sul ghiaccio, rivoluzionari contro rivoluzionari, il Soviet di Cronstadt contro il Kremlino. Cronstadt viene vinta ed i suoi insorti sono massacrati un 18 marzo, anniversario della Comune di Parigi; ed i giornali di Pietrogrado esaltano i comunardi mentre l'armata rossa fucila quelli di Cronstadt. Questi esigevano "dei Soviet liberamente eletti", un cambiamento nella politica economica ed avevano talmente ragione che il X Congresso del partito, tenendo una seduta durante l'insurrezione stessa, decideva, su proposta di Lenin, la fine delle requisizioni, la libert del commercio e dell'artigianato, in breve ci che in seguito venne chiamata la Nuova Politica Economica, la NEP, ma senza il minimo ritorno alla democrazia, cio alla libert di opinione e di elezione, completamente spenta.
Dopo aver rifiutato tale libert ai loro avversari, per ragioni di salute pubblica, valevoli prima ma sempre pi discutibili in seguito, i dirigenti bolscevichi l'avevano rifiutata sempre pi sistematicamente al loro stesso partito, di cui essi non erano pi sicuri, essendo ingrandito, dopo la presa del potere, di molte centinaia di migliaia di nuovi venuti. Secondo una profezia di Trotsky che risale alle sue prime polemiche con Lenin, "la dittatura del proletariato si era trasformata in una dittatura sul proletariato". Gli uffici del partito e dello Stato intralciati, in quanto il partito nominava tutti i funzionari dello Stato e assecondato dalla polizia politica prendeva tutto in mano. Lo spirito autoritario, statale e burocratico che i bolscevichi esprimevano ci appare come una influenza della socialdemocrazia tedesca che aveva contribuito a questa evoluzione. Dalla fine del 1918 il governo non aveva tollerato che le associazioni, i sindacati, le cooperative prendessero la minima iniziativa. Al contrario, noi conosciamo, negli sviluppi estremi della statizzazione, dei progetti sulla regolamentazione minuziosa del piccolo commercio scritti dalla mano di Lenin, e un vasto progetto di militarizzazione dell'industria formulato da Trotsky. Ma l'errore pi incomprensibile - in quanto  stato voluto - che abbiano commesso questi socialisti cos addentro nella esperienza storica, fu quello di creare la "Commissione straordinaria di repressione della controrivoluzione, della speculazione, dello spionaggio e della diserzione", divenuta per abbreviazione la Ceka, che giudicava gli accusati ed i semplici sospetti senza n sentirli n vederli, di conseguenza senza accordare loro nessuna possibilit di difesa, su denuncia dei suoi agenti, pronunciava in segreto la sua sentenza e provvedeva anche alle esecuzioni. Cos'era ci se non una inquisizione? Lo stato d'assedio non  senza rigori, un'aspra guerra civile non avviene senza misure straordinarie, non v'ha dubbio, ma  proprio dei socialisti il dimenticare che i processi in pubblico sono la sola e reale garanzia contro l'arbitrio e la corruzione ed anche contro il ritorno a procedure speditive come quelle di Fouquier-Tinville? Le conseguenze di tale decisione dovevano risultare spaventose e noi lo vedremo.
Stalin diviene nel 1922 segretario generale del Comitato Centrale. La carica non comportava alcun particolare potere, ma gli dava piena autorit sugli uffici del partito, ed in un partito gerarchizzato, militarizzato, che non deliberava pi, che non discuteva pi, in un partito che, dopo aver negato agli altri il diritto stesso di esistere, si era votato al silenzio ed all'obbedienza passiva e nel quale gli uffici esistevano solo per modo di dire. Per forza di cose, il padrone degli uffici doveva diventare, servendoli, il padrone assoluto del partito e padrone assoluto del paese: un giorno i rivoluzionari si accorsero, tutto ad un tratto, che avevano costruito un dispotismo totalitario. Nelle mani di Stalin il segretariato generale diventa lo strumento per la conquista occulta del potere; attraverso la nomina, la rotazione, la evizione di segretari, i quali a loro volta nominano, rimuovono, sostituiscono altri segretari subalterni, egli popola i posti direttivi di creature mantenute nella docilit con una disciplina elastica e forte. Le migliori qualit degli uomini, la loro convinzione, la loro devozione serviranno a cementare il nuovo edificio dello Stato burocratico al quale le vecchie insegne piene di prestigio della rivoluzione socialista danno ancora una bella apparenza.
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NASCITA DELLO STATO BUROCRATICO.
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Tutto ci non era molto difficile a prevedersi e l'immenso errore dei socialisti bolscevichi consistette nel rifiutare di prevederlo, nel respingere gli avvertimenti profetici di Rosa Luxembourg che nel 1918, dal fondo di una prigione in Germania, scriveva: "Certamente le istituzioni democratiche come tutte le istituzioni umane hanno i loro difetti ed i loro limiti, ma il rimedio inventato da Lenin e da Trotsky consistente nel sopprimere del tutto la democrazia  peggiore del male...". "Senza la libert illimitata di stampa, senza la libert di riunione e di associazione, il dominio delle vaste masse popolari  inconcepibile...". "La libert per i soli partigiani del governo, per i membri di un solo partito, anche se numerosi, non  libert. La libert  sempre quella di colui che pensa diversamente...". Ma sarebbe stato sufficiente ai capi del Comitato Centrale di rileggere i loro stessi articoli dell'anno 1917.
Se si vuole segnare con una data il momento d'inizio della evoluzione che trasforma insensibilmente una repubblica rivoluzionaria in uno Stato totalitario, bisogna risalire al 1920. Accadono allora avvenimenti che sarebbero stati impossibili nell'anno precedente - l'anno del grande pericolo - ed inconcepibili nel 1918. Il partito social-democratico (menscevico) che si limita a reclamare le libert democratiche  messo fuori legge dalle accuse fornite dalla Ceka e d'altra parte inverosimili, secondo lo stesso giudizio dei membri del governo bolscevico.... Gli anarchici che sono stati autorizzati a tenere un congresso vengono ad un tratto arrestati in massa. Makhno, capo di una armata nera, con il quale il C. C. ha fatto alleanza per battere in Crimea il barone Wrangel,  accusato di tradimento e messo fuori legge. I metodi autoritari in seno al partito comunista fondato da emigrati finlandesi finiscono in uccisioni. Nel 1921 questa evoluzione si accentua, i vinti di Cronstadt, che appartenevano, anima e corpo alla rivoluzione, sono fucilati nelle prigioni, l'opposizione operaia  boicottata, il partito  ostacolato dal divieto di formarvi delle tendenze. Il Consiglio Centrale dei Sindacati  messo al passo da una mano tanto rude che si manda Tomsky "in missione" nel Turkestan.
La NEP, un anno pi tardi, restituisce al paese la pace interna, gli permette di soddisfare la sua fame e di pensare alle sue ferite. L'enorme errore di Lenin  consistito tutto nell'accordare ai contadini, agli artigiani, ai cittadini un regime economico molto libero purch vi si possa vivere, nel rifiutare loro tutte le concessioni politiche: tale  la sua paura della libert politica, da questo momento. Egli sente che la dittatura del partito non resisterebbe alla libert di critica e teme che la sua caduta sia il principio di una terribile reazione.
Un poco pi tardi, Lenin, questo grande onesto uomo, scopre l'altro pericolo ed ha il netto presentimento del ruolo funesto di Stalin, che egli fino ad allora aveva favorito. La paralisi generale lo aspetta al varco, lo assale, gli fa perdere ad intervalli tutte le capacit di lavoro, gli fa dimenticare l'alfabeto. Egli lotta contro l'angoscia di morire troppo presto: il suo viso ne era contraffatto. Ogni qualvolta aveva un miglioramento si alzava, si rimetteva al lavoro, parlava, scriveva. Articoli e discorsi, le sue ultime opere recano l'impronta di una tristezza mortale e del presentimento di nuovi pericoli. Vi sono frequenti espressioni come queste: "Ne abbiamo commesse di sciocchezze! La mancanza di idee chiare, l'incapacit, l'illegalit, l'arrivismo ci travolgono. Anche la menzogna e la presunzione". Forgiando nuovi termini egli dice: la "commensonge", la "com-vantardise". "Noi abbiamo demolito come dei barbari. Noi abbiamo tutto da imparare. Noi crediamo di dirigere lo Stato, noi siamo, per la nostra incapacit, guidati da forze nemiche".  sempre latente l'idea che sia stata una grande sventura il fatto che la rivoluzione socialista sia cominciata da questo paese retrogrado, la Russia. "Noi abbiamo uno stato improntato allo zarismo, appena tinto di sovietismo".
Lenin ammalato entra nel frattempo in conflitto con Stalin. Nel 1921, l'esercito rosso ha messo fine all'esistenza della repubblica georgiana, governata dai social-democratici, dove il partito comunista durante le elezioni non aveva ottenuto se non una irrisoria quantit di voti. Stalin si  recato a Tiflis; non concependo se non una centralizzazione assoluta, egli ha destituito il governo dei bolscevichi georgiani e domata la resistenza con gli arresti. Invano i Boudou Mdivani, Tsimtsadz, Okoudjava, Kavtaradz hanno cercato di difendere contro di lui, sul terreno sovietico, l'indipendenza del loro popolo (tutti questi uomini egli li far fucilare venti anni pi tardi). Lenin assume la difesa dei Georgiani contro il Georgiano russificato ed arriva a trattarlo per allusione come un "brutale mascalzone". Stalin dirigeva anche l'Ispettorato operaio ed agricolo; Lenin constat senza riguardo il fallimento di tale istituto destinato a combattere la burocrazia. Infine sentendo venire la morte, per due volte, nelle note redatte per il C. C. e che costituiscono il suo testamento politico egli esprime il suo giudizio sugli uomini chiamati a continuare la sua missione, Trotsky, Zinoviev, Kamnev, Boukharin, Piatakov e Stalin, che egli giudicava "troppo brutale", trovando danno "il potere immenso che il segretario generale concentrava nelle sue mani", raccomandando caldamente di sostituirlo al segretariato generale con "qualcuno" pi paziente, pi pulito, pi leale...". Lenin fu cos buon psicologo da prevedere persino la gravit del conflitto Trotsky-Stalin. Queste note sono del 25 dicembre 1922 e del 4 gennaio 1923(4). Molte testimonianze ci informano che l'ultima lettera dettata da Lenin nella notte dal 5 al 6 marzo 1923, prima di cadere in uno stato di semincoscienza, fu una lettera nella quale rompeva i rapporti con Stalin....
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LA SUCCESSIONE DI LENIN.
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La successione di Lenin si apre mentre egli  vivo; egli finisce di vivere in una poltrona ridotto a battere le palpebre e a balbettare per tentare di farsi capire dai suoi vicini. Il suo testamento politico viene nascosto al partito. Mentre Lenin muore, l'ultima speranza di una rivoluzione europea svanisce con la disfatta del socialismo in Germania. Una inflazione tale da far pagare a miliardi i francobolli ha portato il Reich sull'orlo del precipizio. L'Esecutivo della IIIa Internazionale  arrivato fino a fissare al sette novembre 1923 la data della conquista del potere, ma fallisce nel revocare l'insurrezione all'ultimo momento. Alcuni operai comunisti, non avendo ricevuto il contrordine si fanno coraggiosamente ammazzare ad Amburgo, il generale von Seekt assume la dittatura dalle mani del presidente social-democratico Ebert, e tutto finisce perch gli operai socialisti, ancora in gran numero, non vogliono una rivoluzione con uno strascico di fame e di terrore, perch la minoranza comunista, ben lungi dalla possibilit di trascinarli,  essa stessa paralizzata da una organizzazione burocratica che non fa pi niente senza degli ordini precisi, trasmessi da funzionario a funzionario. Le conseguenze di tale disfatta saranno enormi per la politica interna dell'URSS. La speranza di una rivoluzione mondiale gravitava intorno al realistico punto di vista della possibilit di una rivoluzione socialista in Germania. La Germania fortemente industrializzata e la Russia agricola si sarebbero completate con un avvenire ormai assicurato, molto forti insieme per non impiegare il meglio delle loro energie a fabbricare cannoni. A partire dal giorno in cui la Russia comprende che bisogna abbandonare tale speranza, si ripiega su s stessa, teme la potenza industriale della Germania e quindi si arma, la vittoria della reazione diventa sempre pi probabile a Mosca e si traduce nella nuova ideologia del "socialismo in un solo paese".
Prima che Lenin muoia, nell'anno stesso della disfatta germanica, nel partito si forma una opposizione: essa reclama un cambiamento del regime interno nel senso di un mitigamento della dittatura dell'ufficio del C. C. La morte di Lenin, sopravvenuta il 21 gennaio 1924, sospende per un momento il dibattito. Ma a chi la successione? Se le masse venissero consultate sarebbe Trotsky, il pi famoso ed incontestabilmente il pi intelligente tra i capi del partito che esse porterebbero al potere, ma ci si guarder bene, proprio per questa ragione di consultare il popolo, e Trotsky ha a suo sfavore di essere estraneo alle vecchie congreghe del bolscevismo, di avere un diversa educazione marxista, pi europea, meno rigida, pi libera; si teme un poco il suo spirito d'iniziativa, lo si crede capace di rischiare troppo; la invadente corruzione teme la sua dirittura morale. Scartato Trotsky, resta Zinoviev, esperto agitatore, ben volentieri demagogo, oratore e giornalista di secondo piano, il pi vecchio membro del Comitato Centrale, collaboratore di Lenin dal 1908.  costui un uomo corpulento e pallido, che ha una grossa testa rasata alla proconsole, una voce bassa effeminata, dei capelli rossi. Kamnev, grande letterato, erudito, il pi moderato, il pi parlamentare fra i bolscevichi, legato a lui da una profonda amicizia, lo completa. Zinoviev presiede l'Internazionale comunista ed il Soviet di Pietrogrado che egli ha ribattezzato in Leningrado; Kamnev presiede il Soviet di Mosca; insieme essi credono di tenere le due capitali. Se si aggiunge il silenzioso Segretario Generale, essi formano, all'Ufficio politico, un occulto triunvirato, che pi tardi si manifester come "l'irremovibile triunvirato bolscevico" per mettere Trotsky in minoranza.
Stalin  ancora uno sconosciuto. Ci che sappiamo di lui, lo sanno tutt'al pi un centinaio di persone dei circoli dirigenti. Il suo ritratto non  mai stato pubblicato. Ma egli ha gi fatto un certo numero di nomine. Se Zinoviev e Kamnev se lo associano,  perch egli non d ombra,  perch tiene in mano la macchina del partito. Due anni pi tardi nel corso di una conversazione con Zinoviev, io mi accorsi con sorpresa che egli era dominato dalla inquietudine, sentendo che il potere gli sfuggiva invisibilmente dalle mani; tale  stata l'abilit del Segretario Generale. La morte di Lenin fa emergere Stalin dall'ombra. Si deve a lui l'invenzione del culto di Lenin, il Mausoleo sotto le mura del Kremlino, l'imbalsamazione, le sfilate di folla raccolta davanti alla mummia dipinta, simile ad una figura di cera, assottigliata dal lavoro degli imbalsamatori.
Con l'opposizione del 1923, Trotsky ha preconizzato un "indirizzo nuovo" nel partito: un po' di democrazia, l'appello ai giovani, che i dirigenti dell'industria siano designati in rapporto alla loro capacit e non alla loro appartenenza politica a delle cricche; egli ha chiesto che la tradizione fosse vivificata ed ha lasciato capire che il partito bolscevico poteva anche "degenerare" come  accaduto alla social-democrazia tedesca. Gliene fanno una colpa. Il triunvirato sferra contro di lui delle nuove polemiche, ben presto frenetiche, nelle quali l'argomentazione cede il posto ad una ortodossia foggiata per le necessit della tesi, opponendo senza fine il leninismo al trotskismo, come la verit rivelata all'eresia, il male al bene, la salvezza alla perdizione. Nello steso tempo cominciano le prime epurazioni delle universit, della Ghepe -  il nuovo nome della Ceka - dell'esercito. La fedelt al partito  cos profonda che degli studenti e degli ufficiali espulsi si fanno saltare le cervella. La fedelt impedisce all'opposizione atterrita di rivoltarsi; e poich non si rivolta,  naturale che essa si demoralizzi. Trotsky  destituito dal Consiglio superiore della guerra; egli perde il controllo dell'esercito. I suoi pi influenti amici, nominati ambasciatori, partono per l'estero.
Su queste lotte noi conosciamo un dettaglio inedito, divulgato "in un cerchio ristretto", in seguito, da Zinoviev, Kamnev e da Piatakov: temendo il triunvirato di essere messo in scacco dalla popolarit di Trotsky, Stalin propose di opprimere discretamente il capo dell'armata rossa usando a tale scopo il "metodo fiorentino", vale a dire il veleno. Esistono su questo episodio delle curiose lettere. Non sarebbe tempo di pubblicarle?
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CADUTA DI ZINOVIEV E DI KAMNEV.
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A confronto dei suoi due colleghi del triunvirato, Kamnev, grande politico occidentalizzato, e Zinoviev, grande agitatore, nutrito di socialismo internazionale, Stalin  nettamente un mediocre; ma egli ha su di loro la superiorit efficace dell'intrigo, quella di un senso assai basso delle realt immediate, quella dell'attitudine a selezionare gli uomini facendo leva sulla bassezza morale, con gli strumenti del favore e della paura. Ad un tratto, nel 1925, alla vigilia del XIV Congresso del partito, minuziosamente preparato da Stalin, gli altri due triunviri, onnipotenti agli occhi del paese, si rendono conto d'essere stati giocati, vale a dire vinti: in realt essi hanno perduto il potere senza rendersene conto. Il partito non discute, n vota pi da molto tempo; il partito non fa che approvare dei segretari nominati dal Comitato Centrale in teoria, dal Segretario Generale in pratica, e la gerarchia dei segretari si approva all'infinito da s stessa. I sette ottavi almeno di delegati del XIV Congresso saranno in ultima analisi nominati dagli agenti di Stalin e si apprende che costui si sta preparando per mettere Zinoviev e Kamnev in minoranza. Una nuova svolta. Zinoviev non pu contare che sulla delegazione di Leningrado, che ha nominato lui.
Zinoviev e Kamnev si presentano al Congresso carichi di pesanti responsabilit. Dopo il 1921, il paese si  risollevato, sotto il regime benefico della NEP. L'agricoltura  in pieno sviluppo; l'industria socializzata funziona; i salari passano di poco il livello - molto miserabile - dell'antico regime. Il bilancio della rivoluzione si risolve dunque in attivo. Ma l'industria  troppo debole per far fronte ai bisogni delle campagne, ne risulta una crisi latente. La povert (non la miseria)  quasi di regola, la mancanza di libert pesa. In Germania, in Italia, in Estonia, in Bulgaria la IIIa Internazionale ha segnato delle sanguinanti disfatte.  sulla formula bizantina del "socialismo in un solo paese"(5) che Stalin, alleato questa volta a Rykov, presidente del Consiglio dei Commissari del popolo, a Boukharine, il miglior cervello della intellighentia sovietica, a Tomski, dirigente dei sindacati, riesce a mettere Zinoviev e Kamnev in minoranza, impiegando contro di loro i procedimenti che quelli avevano insieme a lui impiegato contro Trotsky.
Una lotta confusa si inizia nei circoli dirigenti del partito. Il paese muto vi rimane completamente assente. Trotsky, messo in disparte nella vita politica, ed i suoi amici dell'opposizione del 1923, attendono la loro ora: Racovski  ambasciatore a Parigi, Krestinski a Berlino, Antonov-Ovsenko a Praga; Piatakov dirige le industrie, Preobrajenski lavora all'accademia comunista. Stalin si rivolge a loro, offre la pace, l'alleanza della burocrazia, dei portafogli. Con un voltafaccia appena concepibile, Zinoviev e Kamnev, inventori e persecutori del trotskismo, si riaccostano egualmente a Trotsky, riconoscono che egli aveva ragione nel denunciare la burocratizzazione del partito, gli offrono anche l'alleanza e quanto prima la ripartizione del potere. In una riunione di ex oppositori, Mratchkovski, coperto delle cicatrici delle battaglie dell'Ural, si pronuncia da solo contro tutta l'intesa: "Stalin ci tradir, dice egli; e Zinoviev, preso dal timore, ci abbandoner". (Mratchkovski sar fucilato nel 1936). Zinoviev e Kamnev hanno ragione di difendere l'internazionalismo socialista soltanto sul terreno della teoria marxista; ed il peggior fattore della reazione  la dittatura del segretariato. L'alleanza Trotsky-Zinoviev viene suggellata. La nuova opposizione raggruppa quasi tutto lo stato maggiore di Lenin, il fior fiore degli intellettuali del partito, ad eccezione di Boukharin, Rikov, Tomski. Essa vede infinitamente meglio di Stalin i pericoli e le necessit economiche dell'ora. Essa elabora una base di intesa, un effettivo programma per il raddrizzamento del partito.
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L'OPPOSIZIONE E LA RIVOLUZIONE CINESE.
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L'opposizione vi denuncia il pericolo termidoriano; il termine  senza posa su tutte le bocche. Il ricordo della fine di Robespierre spaventa tutti questi uomini. Nella storia, fino ad oggi ogni rivoluzione  stata seguita dalla reazione che ha sempre conservato le conquiste essenziali del movimento innovatore. Termidoriani! l'opposizione lancia il grave termine alla burocrazia che lo rigetta sulla opposizione. Ma gli autori della base di intesa discutono il problema da economisti. Essi preconizzano un vasto tentativo di industrializzazione; ad essi appartiene l'idea del piano quinquennale, il C. C. l'ha fatta sua, sotto una formula pietosamente ristretta. Dove trovare le entrate? Prenderle dai ricchi contadini, per mezzo di provvedimenti fiscali, dai mercanti approfittatori della NEP, padroni del commercio al dettaglio, dalla burocrazia, attraverso una stretta economia.... impedire anche la nascita di una nuova borghesia. Ripulire lo Stato ed il partito degli elementi parassitari. Restituire al partito la parola, la discussione, il diritto di eleggere i dirigenti. Fare all'estero ed anzitutto in seno alla politica cinese una politica pi conforme alla tradizione bolscevica....
L'URSS va a cercare in Asia la speranza, perduta nell'Europa centrale, di uscire dal suo isolamento? La rivoluzione cinese, riunendo in un sol blocco un movimento di emancipazione nazionale, la lotta dichiarata dalla borghesia contro le sopravvivenze quasi feudali, un movimento contadino, un giovane movimento operaio sorto in qualche centro industriale e l'attivit degli intellettuali repubblicani, democratici, socializzanti - tutto ci alla loro maniera - educati alla scuola di Sun-Yat-Sen, questa rivoluzione  in pieno slancio con l'efficace concorso dei Russi. Istruttori sovietici hanno costituito a Canton la scuola militare di Wampoo, vivaio di ufficiali repubblicani; l debutta il giovane generale Tchang-Kai-Shek. Il generale rosso Blucher, valendosi del nome di Gallen, ha effettivamente diretto la marcia dell'esercito sudista su Sciangai; militanti russi hanno organizzato i sindacati di Sciangai i quali, attraverso una insurrezione perfettamente condotta, si impadroniscono di quel grande porto. Borodine  ufficialmente il consigliere del governo di Canton: Voytinski dirige nell'ombra il partito comunista cinese. Dollari e granate, aeroplani e direttive vengono in gran copia da Mosca. Ma i dollari, gli aeroplani, le granate valgono qualcosa, le direttive non valgono niente: sono di Stalin. Oltre che dell'Ufficio politico egli  anche padrone della IIIa Internazionale e qualunque cosa accada a Parigi, a Berlino, a Sciangai, a Canton, niente si fa senza i suoi ordini o quelli dei suoi agenti;  lui che comanda a Borodine, a Voytinski, a Gallen-Blucher, al P. C. cinese. Ora costui non  n un grande politico n un rivoluzionario audace, tranne che per le grandi strade;  un uomo scaltro che vorrebbe ingannare tutto il mondo a cominciare dai cinesi. Egli si preoccupa poco dei successi d'una reale rivoluzione popolare in Cina; egli cerca di costituire laggi un Governo di sinistra il quale attuer i suoi piani, senza attirarsi troppo addosso l'Inghilterra, il Giappone, l'America. Egli gioca abilmente con Tchang-Kai-Shek che conta di rovesciare dopo essersene servito. La vittoria di Sciangai mette di fronte il partito comunista ed il partito della democrazia borghese, il Koumintang. I comunisti cinesi si sentono minacciati da una dittatura militare, invocano degli aiuti, domandano che si permetta loro almeno di difendersi. L'opposizione li appoggia. Stalin in una riunione a Mosca esclama testualmente: "Tchang-Kai-Shek? Me ne servir e poi lo getter fra i rifiuti, come si butta un limone spremuto!". All'indomani o al mattino del giorno successivo, mentre questo bel discorso era alla stampa, Tchang-Kai-Shek inizia a Sciangai la repressione del comunismo. A Stalin non rimane che richiedere, per la correzione, le bozze del suo discorso: nessuno le rivedr mai. E guai ai comunisti russi che rientrano dalla Cina!
Questi lontani avvenimenti e l'avvicinarsi della crisi del grano accendono gli animi. L'opposizione rifiut di lasciarsi imbavagliare, fece stampare il suo programma alla macchia, tenne delle riunioni. Al Comitato centrale Zinoviev e Trotsky parlarono per qualche minuto fra le ingiurie, i clamori, le minacce. La maggior parte di coloro che li oltraggiavano in questa seduta sono poi morti, suicidati, fucilati, scomparsi. Trotsky e Zinoviev furono radiati per indisciplina alla vigilia del XV Congresso, perch interessava che non vi prendessero la parola. Il Congresso decise la espulsione della intera opposizione (noi vi eravamo): all'ultimo momento Zinoviev e Kamnev abiurarono, si inchinarono davanti al Comitato centrale, e si umiliarono davanti al Segretario generale. Essendo la radiazione considerata come una pena di morte politica, essi pensarono che era necessario subire la umiliazione per rimanere nel partito in attesa di giorni migliori. Gli arresti e le deportazioni degli espulsi cominciarono ben presto: da cinque a otto mila comunisti furono imprigionati e deportati. Trotsky part per Alma-Ata, ai confini del Turkestan cinese.
Questa vittoria Stalin la riport in collaborazione con la destra del C. C., tendenza moderata, che intendeva lasciare sviluppare una classe di contadini agiati: Rykov, Boukharine, Tomski (Ordjonikidz, Vorochilov, Kalinine, Iagoda erano anch'essi favorevoli alla destra).
A tal punto notiamo che l'opposizione, nei suoi atteggiamenti pi audaci, si era ritirata in seno al partito, vale a dire nei circoli governativi, con una lealt fanatica ed accanita. Essa non si era mai permesso di fare appello al paese, ai lavoratori al di fuori del partito. Dimodoch il dramma si era svolto in una cinta chiusa. Nessuno dei capi dell'opposizione si era sognato di formulare delle rivendicazioni che avessero attirato il consenso del popolo, dimostrando al paese che si pensava immediatamente ad esso. A loro sembrava che il sistema dittatoriale burocratico avesse bisogno di una riforma prudente e non di cambiamenti radicali. Questa fu la lor pi grande debolezza. Dopo sei anni l'URSS era in pace con i suoi vicini, in pace con s stessa. Era dunque impossibile accordare ai suoi cittadini delle garanzie di libert individuale? Di riconoscere loro la libert d'opinione? Di sopprimere l'inquisizione sopprimendo la Ghepeu, le pene amministrative, la pena di morte amministrativa e segreta? O per mancanza di audacia o per stanchezza, essi non lo pensarono; e la folla rest indifferente quando l'inquisizione che avevano istituito si rivolse contro di loro.
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INDUSTRIALIZZAZIONE, COLLETTIVIZZAZIONE AGRICOLA, CARESTIA.
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Il Segretario generale, scosso per la questione cinese, desider di presentarsi al XV Congresso nell'aureola di qualche grande vittoria ai limiti del Pacifico. I suoi agenti gliela promettevano. Mentre il Congresso deliberava, Lominadz (che si suicid nel 1924) ed il tedesco Heinz Neumann (scomparso, probabilmente fucilato nel 1937-1938) facevano proclamare la Comune a Canton. La Comune di Canton adott dei bei decreti e poi, dopo tre giorni, i coolies furono massacrati, come era da aspettarsi, in gran quantit. Trascorsero pochi mesi e la crisi del grano, prevista dagli economisti deportati, scoppi con immediata violenza. Troppo tardi per porvi rimedio. I coltivatori, ai quali lo stato pagava il grano ad un prezzo molto basso, mentre vendeva i manufatti di cui non aveva che quantit insufficienti a prezzi altissimi, preferivano accantonare i cereali. L'Ufficio politico impazzito ordin la requisizione. Naturalmente i coltivatori resistettero, gli attentati si moltiplicarono nelle campagne e poich si requisiva l'eccedenza dei loro raccolti, i contadini seminarono di meno, quel tanto cio che era necessario per pagare le imposte e per vivere. Come obbligarli a seminare di pi? Vi era una sola possibilit: inquadrarli nelle organizzazioni cos dette collettive - i kolkos - sottoposte al controllo dei funzionari del partito. Ma i contadini che n le minaccie n le rivolte avevano potuto indurre ad accettare la collettivizzazione, apparvero ben presto come i pi liberi: il loro esempio demoralizz i collettivizzati o kolkosiani. Al fine di spezzare quest'ultima resistenza si imporr la collettivizzazione totale. Questa  la logica elementare del conflitto che si apre nel 1928 fra i contadini ed il regime staliniano. I contadini distruggeranno il bestiame, prima di entrare a far parte dei kolkos, nei quali non apparterr pi a loro; almeno potranno cos impinzarsi di carne e nascondere del cuoio. Quando ci si rende conto che le esecuzioni sommarie non arrestano la distruzione del bestiame, Stalin, in un memorabile articolo intitolato "La vertigine del successo" - quale successo, infatti, di cui la Russia agonizza tutta intera! e quale strana vertigine - ordina di fermare la collettivizzazione totale e la distruzione delle chiese che ne  il corollario (2 marzo 1930). I coltivatori recalcitranti sono dichiarati koulaks, vale a dire ricchi, spogliati di tutto e deportati con le loro famiglie nelle fredde regioni del nord e nelle desertiche steppe dell'Asia centrale. Ora la dittatura batte su pi di cento milioni di rurali e sono pi di cento milioni di rurali che le resistono disperatamente. Quanti furono spogliati dei loro beni e deportati? Le pi esatte versioni(6) fanno ammontare a circa 5 milioni, nel 1931, i contadini d'ambo i sessi, vecchi e lattanti compresi, strappati dai loro casolari e destinati alla miseria e all'abbandono. Uno scrupoloso lavoro compiuto dal prof. Prokopovitch sulle statistiche sovietiche ufficiali stabilisce che fino al 1929 il numero delle case aument nelle campagne russe e che in quell'anno era di 25,8 milioni; ora nel 1936 non vi erano pi di 20,6 milioni di case; 5 milioni di famiglie erano dunque scomparse in sette anni, pari a circa 20 milioni di anime. Aggiungiamo dati recenti presi da Stalin al Diciassettesimo Congresso del partito, nel gennaio del 1934, per dimostrare, d'altronde, che la situazione incomincia a migliorare. Bestiame, per milioni di capi:

Cavalli: Nel 1929 34,0 milioni. Nel 1930 16,6 milioni.
Bovini: Nel 1929 65,1 milioni. Nel 1930 38,6 milioni.
Capre montoni: Nel 1929 147,2 milioni. Nel 1930 50,6 milioni.
Suini: Nel 1929 20,9 milioni. Nel 1930 12,2 milioni.

"Fenomeno paradossale - abbiamo scritto(7) - i rovesci che portarono alla rovina tutta l'altra classe dirigente, affermeranno la nuova. Pi essa si sentir impopolare e pi si mostrer risoluta a difendersi con tutti i mezzi. Una immensa miseria nascer dalla sua politica, ma in questa miseria i pi infimi vantaggi materiali acquisteranno valore; ormai sar sufficiente offrire ad un lavoratore un piatto di minestra anche se poco nutriente ed un ricovero appena abitabile d'inverno, per vederlo, nella generale miseria, accostarsi ai privilegiati.... Un rigoglio di burocrati subalterni si former cos nelle imprese, nelle cellule del partito, nei villaggi dove la collettivizzazione avr per risultato una nuova differenziazione fra dirigenti e subordinati. Intorno ai primi graviter una clientela avida di servirli. La miseria affermer coloro che l'hanno chiamata".
Il piano quinquennale, rivisto e rimaneggiato, impone d'ora innanzi uno sforzo sovrumano. Anzitutto non prevedeva la collettivizzazione dell'agricoltura se non nella misura del 28%; inoltre bisognava costruire le fabbriche dei trattori per fornire gli attrezzi necessari. La collettivizzazione totale sconvolge tutto. Verso il 1931, la penuria di viveri si trasforma nelle citt in carestia, e poi in fame: la fame signoreggia nelle vaste regioni agricole. Il governo introduce il razionamento dei viveri, d ai lavoratori delle razioni irrisorie, fa appello continuo al loro entusiasmo - non senza abilit e non senza successo - ed adotta nei loro riguardi misure sempre pi draconiane, sino a decretare la pena di morte per gli attentati alla propriet collettiva. E si fucila il contadino che ha sottratto un sacco di grano al kolkos, l'operaio del calzaturificio che ha rubato un paio di suole alla fabbrica! Il rublo-carta scende alla quarantesima parte del valore che aveva nel 1932. Mentre gli operai abbandonano le officine ed i contadini la terra, le ferrovie vanno in rovina e, per localizzare la popolazione, si stabiliscono i passaporti interni che dovevano impedire ai cittadini dell'URSS di muoversi liberamente sul loro territorio....
Attraverso tante calamit, attraverso innominabili sofferenze, in mezzo ai processi per sabotaggio contro i tecnici, alle epidemie che infieriscono nei cantieri, alle persecuzioni politiche "sorgono, tuttavia, grandiosi stabilimenti, Mosca avr la sua metropolitana, la Ghepeu si costruisce un po' dappertutto delle vere torri, nascono nuove citt nella steppa boreale, i fiumi regolati mettono in azione potenti centrali elettriche, si crea una perfetta industria automobilistica, l'aviazione dell'URSS diviene forse la pi formidabile del mondo. Il piano  stato realizzato caoticamente; all'analisi tutte le sue previsioni, prezzi di costo, dilazioni, risultati, si rivelano falsi, falsi o sbagliati, ma rimane il fatto che il paese ha avuto una nuova e potente attrezzatura industriale. A prezzo di sangue, costruita letteralmente sui cadaveri, come lo zar Pietro costru la sua capitale a Pietroburgo ed inizi la costruzione del porto di Rogerwick...".
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CRISI ALL'UFFICIO POLITICO.
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La dottrina marxista stabilita da Engels e da Lenin vieta la violenza contro i piccoli proprietari. Pi che di dottrina, si tratta di buon senso. Ma noi abbiamo visto Stalin scivolare di espediente in espediente verso la collettivizzazione totale, mosso dal solo pensiero di mantenere il potere. Dato che la fame, il malcontento generale, i torbidi agrari rendono la Russia molto vulnerabile all'interno, ossessionato dalla paura della guerra egli fa del piano di riorganizzazione industriale un piano di riarmo. L'URSS, negando il benessere ai suoi cittadini, diventa una grande potenza militare.
Stalin ha battuto l'opposizione di sinistra, trotskista, che lo accusava di volere revocare la NEP e di imporre una industrializzazione troppo costosa. Egli ha ripreso in seguito lo stesso programma economico, ma decuplicato. Per degli anni ci si domanda se qualche catastrofe non getter, l'indomani, l'intera URSS nel precipizio che essa non cessa di rasentare. Al Comitato centrale, i moderati, Rykov, Tomski, Boukharine, ritengono che  necessaria una riconciliazione con i contadini, un cambiamento radicale nella direzione del partito. Bisognerebbe scartare Stalin, ma non osano dirlo ad alta voce. Questi sono degli uomini intelligenti, preparati, onesti, devoti; Stalin ha su di loro la superiorit di una volont di potenza senza freni n scrupoli. Sul momento essi sembrano sul punto di superarlo per il naturale corso delle vicende, alle quali hanno il gran torto di affidarsi: si  al principio di una catastrofe totale, l'edificio pu crollare da un'ora all'altra. Soltanto la concentrazione del potere  tale che tutto dipende da una mezza dozzina di uomini che Stalin maneggia, gli uni per mezzo degli altri. Il georgiano Ordjonikidz, suo compagno nelle strade maestre del Caucaso, vecchio forzato di Schlusselbourg, membro dell'Ufficio politico, parla male di lui nell'intimit, ma senza osare di resistergli in faccia; Vorochilov disapprova la sua politica agraria, ma l'appoggia per il timore del pi forte; Kalinin, il pi a destra degli esponenti di destra,  tenuto non si sa per quale documento. Boukharine, il pi chiaroveggente dei teorici, esasperato, pedinato passo per passo dai poliziotti, spiato notte e giorno, discute, freme di collera e di angoscia alle sedute dell'Ufficio politico. Egli scrive le sue dichiarazioni su cartelle che egli stesso legge, poich Stalin mutilerebbe i testi, poich Stalin falsificherebbe questi fogli se gli cadessero fra le mani! Uscendo di l, dopo degli alterchi con uno Stalin livido, anch'egli dalle labbra tremanti, Boukharine va a sfogarsi segretamente da Kamnev: " un Gengis-Khan, un sottoprodotto del Comitato centrale.... Se apriamo la discussione ce ne far una colpa e ci strangoler. Se non l'apriamo, ci strangoler in silenzio. Se egli persevera, il paese crepa, il partito  travolto, noi siamo travolti.... Ci porta direttamente alla guerra civile, attraverso la fame. Egli pensa che bisogna trattare i contadini come dei popoli coloniali conquistati...". Queste frasi autentiche che riesumiamo, pubblicate dalla opposizione di sinistra, provocano la rottura definitiva fra Stalin e Boukharine. Dieci anni pi tardi esse costeranno la vita a Boukharine ed a molti altri. Boukharine, nel 1929, ridotto al silenzio, minaccia di suicidarsi se non smettono di perseguitarlo con tanta perfidia; egli lo far; egli ottiene una tregua. A poco a poco, denunciati al partito come "opportunisti" corrotti, Rykov e Tomski sono espulsi dai posti dirigenti insieme a tutti i loro amici politici. Si arriva intanto ad un giorno in cui Stalin sembra alla fine. Si scoprono di continuo cospirazioni contro di lui da parte dei dirigenti del partito, l'odio sale intorno a lui, le responsabilit sono schiaccianti, la situazione  senza via d'uscita. Sua moglie, Nadjjda Allilouva, di venticinque anni pi giovane di lui, una modesta studentessa di una scuola industriale, figlia di un vecchio operaio bolscevico, si  suicidata con un colpo nel petto; i giornali parlano d'un improvviso malore, fra gli intimi si racconta che la giovane donna soffriva di tutto, della carestia, del terrore, dei suoi agi al Kremlino, di vedere i ritratti del Segretario generale coprire intere facciate sulle pubbliche piazze: crisi di melanconia l'assalivano. Si comprende. Ecco l'uomo di acciaio come egli stesso si chiama, - da Stal, acciaio - di fronte a questo cadavere.  in quest'epoca che egli, un giorno, si sarebbe alzato all'Ufficio politico per rassegnare ai suoi compagni le dimissioni. "Sono forse diventato, in realt, un ostacolo ad una buona intesa nel partito? Se  cos, compagni, sono pronto a scomparire...". I membri dell'Ufficio politico - gi epurato della destra - si guardarono sgomenti. Chi avrebbe avuto il coraggio di rispondere: "S, vecchio mio,  cos,  necessario che tu te ne vada, tu non hai pi niente di meglio da fare" - chi? Quel tale, evidentemente, avrebbe rischiato molto, abbandonato dagli altri. Nemmeno uno esit, il compare Molotoff disse: "Suvvia! andiamo! tu hai la fiducia del partito..." e l'incidente fu chiuso. Ci avvenne, se la memoria non ci tradisce, nel 1932.
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17.
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IL TERRORE.
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Come far lavorare gli uomini, come mantenerli nella disciplina, come impedire agli individui esasperati di far massa e di dare esca alle grandi rivolte? Ad un certo grado di miseria e di oppressione le leggi perdono tutta la loro efficacia, le misure normali non valgono pi, non resta che il terrore. La sola minaccia che conta  quella della pena di morte e di una pena di morte applicata giorno per giorno: o meglio, il governo che ha condotto un popolo a quegli estremi, - e in tempo di pace! - deve andarsene.... I delitti del potere sono all'ordine del giorno. Nessuna legalit sussiste. In tutte le citt la gente sospettata di possedere qualche vecchia moneta d'oro, qualche gioiello (forse acquistato nei magazzini di Stato), qualche dollaro, ci che  nel loro diritto, viene arrestata in massa, detenuta, lungamente torturata - noi l'abbiamo visto coi nostri occhi - fino a che "consentono di farne una offerta per l'industrializzazione...". Intanto si aprono i magazzini chiamati del Torgsin, nei quali sono in vendita prodotti introvabili dappertutto, medicinali, tessuti, alimenti di qualit, carta, calzature in cambio di oro e di valuta estera; cosicch l'operaio sovietico il quale fabbrica questi prodotti ne  totalmente privato ed i malviventi arrivano al punto di uccidere delle persone per impadronirsi di una dentiera d'oro.... Suprema sanzione per tutti i delitti, il colpo di revolver nella nuca sparato nel fondo di un sotterraneo. "Esecuzioni di contadini spesso qualificati come terroristi per aver offeso il prestigio di un funzionario o come dilapidatori per aver rubato un sacco di grano. Esecuzioni di operai qualificati sabotatori e controrivoluzionari. Esecuzioni di recidivi nei delitti comuni e di prostitute dichiarate incorreggibili. Esecuzioni di pope colpevoli di aver protestato per la distruzione delle chiese. Esecuzioni di tesaurizzatori di moneta spicciola d'argento. Esecuzioni di tecnici accusati di sabotaggio. Esecuzioni di funzionari sospetti. Esecuzioni di persone di diversa condizione sotto l'accusa di spionaggio. Esecuzioni di ostaggi nei campi di concentramento, in seguito a tentativi di evasione. Esecuzioni di vecchi ufficiali. Esecuzioni di agenti della Ghepeu.... Nessuna statistica  stata pubblicata, n  pubblicabile. Chiunque conobbe la vita russa sa che la pena di morte entr nell'uso e che il sangue innocente fu versato a fiotti(8)".
In realt non vi sono, pi, beninteso, n Soviet, n sindacati, n partito comunista, non vi  se non la formidabile macchina burocratica e poliziesca di cui l'Ufficio politico tiene le leve di comando. Il problema delle responsabilit si pone per davanti a tutte le coscienze silenziose. Stalin lo sente cos fortemente che durante le due pi tragiche annate mantiene un riserbo quasi assoluto. E si designano alla opinione, disarmata in presenza di una stampa controllata, i capri espiatori. I bassi salari e le miserabili condizioni alimentari hanno disorganizzato il lavoro nelle miniere del Donez? Si imbastisce un grande processo di tecnici, chiuso con cinque esecuzioni. Tutta la nascente industria non  in preda ad una inverosimile anarchia? Si scopre un "partito di ingegneri", si fucila in segreto qualche noto ingegnere (Paltchinsky, von Meck), si monta un processo spettacolare; degli agenti provocatori (Ramsine) fanno alla sbarra delle confessioni impressionanti. Il grande piano non  finito nel caos? Vecchi economisti socialisti si sono prodigati invano negli avvertimenti; si incolpano tutti, si fa loro confessare che effettivamente preparavano l'intervento straniero su direttiva dell'Internazionale socialista (caso Groma, Shoukhanov, Guinsbourg).... Ben presto il sistema  trovato: coloro che rifiutano di affrettare le confessioni imposte dalla ragione di Stato scompaiono per sempre (Bazarov, Braunstein). La crisi dell'agricoltura fa arrestare tutti i pi noti agronomi, ma siccome questi difettano di accondiscendenza scompaiono senza processo (Kondratiev, Tchajanov, Makarov). La carne manca: si fucilano senza processo quarantotto tecnici addetti all'approvvigionamento della carne (Karatyguine, Levandovski). La crisi dell'agricoltura si trasforma in un disastro: si fucilano senza processo 35 dirigenti e tecnici del Commissariato dell'agricoltura, di cui la maggior parte erano membri del governo (Connor, Wolf, Kovarsky).
Ed il nome di Stalin si circonda dal 1932 al 1934 di una sinistra luce. Davanti a tante sofferenze inutili, assurdit, regolamenti sbagliati e funesti, crisi croniche, repressioni atroci di direttive contradditorie, si finisce per domandare se il tradimento ed il sabotaggio non risiedano al vertice stesso della dittatura. Cosa potrebbero fare di pi, in effetto, se vi fossero? Questa idea noi la ritroviamo nei colloqui con la gente del popolo, con gli intellettuali, con dei vecchi comunisti. Essa era nell'aria e si imponeva. Nel 1932 scoppi tutto ad tratto nelle sfere dirigenti del partito. Intorno all'ex Segretario del Comitato di Mosca, Rioutine, che si era test distinto nella persecuzione del trotskismo, si era formato un gruppo - dopo ben altri avvenimenti - che riuniva giovani intellettuali della scuola di Boukharine, vecchi bolscevichi, giovani burocrati della cricca di Stalin. Rioutine redasse un documento politico nel quale preconizzava "la emancipazione dei contadini", la liquidazione della collettivizzazione forzata, la democraticizzazione del partito, l'amnistia in favore delle diverse opposizioni, e, prima di tutto, l'eliminazione di Stalin, paragonato ai peggiori agenti provocatori di altri tempi; vi era anche il nome di Azev. Mai prima di allora era stata formulata contro il Segretario generale una requisitoria cos violenta, cos amara, cos decisa: ne circolarono dei riassunti in qualche fabbrica. Zinoviev e Kamnev, accusati di essere stati a conoscenza di questi satanici testi, malgrado il loro pentimento, furono ancora una volta scacciati dal partito e deportati. Stalin in seno all'Ufficio politico sostenne che Rioutine reclamando la sua "eliminazione" preannunziava un assassinio; ed egli stesso domand la pena di morte per il libellista, revocando cos la legge non scritta secondo la quale la pena capitale non poteva essere applicata fra i bolscevichi. Rioutine non fu fucilato che molto pi tardi.
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18.
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L'URSS ENTRA NELLA SOCIET DELLE NAZIONI.
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Il Segretario generale  duro, molto duro; per nulla superato dagli avvenimenti; al suo posto ci voleva un uomo di genio per esercitare la dittatura; o, per governare diversamente, un gruppo di uomini di buon senso, disinteressati, capaci di alternarsi. Egli non ha n il genio di un capo di Stato eccezionale n le capacit pratiche di un accorto presidente di consiglio. Ma non  un pazzo. Coloro che l'avvicinano dicono che  un realista solido, non privo di una certa finezza orientale, pi volitivo che intelligente, provvisto di una cultura rudimentale. Egli si augura una normalizzazione e vi lavora. Le concessioni fatte ai contadini provocano alfine una distensione: la valorizzazione del rublo - divenuto al primo gennaio 1935, per l'abolizione della tessera del pane, equivalente ad un chilo di pane di segala - restituisce ai salari un valore materiale. Si sussurra che  in esame una amnistia, che la costituzione  allo studio, che i credenti potranno pregare liberamente, che i socialisti stanno per essere scarcerati...
D'altronde l'URSS intende avere un rango fra gli Stati d'Europa, aderisce alla Societ delle Nazioni; Eden e Laval sono ricevuti successivamente al Kremlino ed anche Herbert Wells, mile Ludwig, Roy Howard, davanti ai quali uno Stalin bonaccione si proclama democratico e disapprova con grave ironia le avventure della rivoluzione internazionale. A Ginevra, Litvinov comincia instancabilmente a difendere quelle che egli ritiene essere le definizioni perfette dell'aggressore e dell'aggressione. Disapprovato l'antimilitarismo dei comunisti francesi, diretti non di meno dai suoi agenti, Stalin fa pubblicare che egli approva le misure di difesa nazionale adottate dalla Francia. Vengono firmati patti di amicizia fra la URSS da una parte e la Francia e la Cecoslovacchia dall'altra. In Cina, le armate comuniste di Mao-Ts-Dzioum e di Tchou-D, sotto il controllo di consiglieri russi, abbandonano i territori popolati e relativamente industrializzati dell'est per ritirarsi verso il cuore dell'Asia, nelle regioni delle steppe. Si intravedono i due moventi di questa politica generale: un desiderio di normalizzazione all'interno, un desiderio di sicurezza all'esterno: e la paura della Germania nazista fa accelerare gli armamenti(9). La propaganda ufficiale intona canti di allegria, poich vi  del pane nero in tutto il mondo o quasi: "Noi iniziamo una vita felice...". Di nuovo i ritratti di Stalin vengono diffusi a milioni: si vede il "Padre del popolo" dal viso sereno abbracciare qualche bruna bambina del Ouzbeke o della Mongolia. La fame fa un passo indietro; il motivo ufficiale del giorno  che "noi entriamo nel benessere".
Non ostante ci la spaventosa questione delle responsabilit rimane nel fondo di ogni coscienza. Si sa, tutti sanno che tutti i compagni di Lenin, i quali avevano appartenuto alla opposizione di sinistra o a quella di destra, i quali avevano o no abiurato le loro "deviazioni" - tale  il termine impiegato per designare l'eresia - hanno disapprovato e disapprovano ancora la politica crudele e ristretta che il Segretario generale ha perseguito per mantenere il potere. Nessuno ha fiducia in lui, nessuno si fa illusioni sul ruolo che egli ha avuto nelle calamit abbattutesi sulla rivoluzione nel momento in cui essa sembrava aver riportato una vittoria completa. I vecchi dirigenti bolscevichi che egli ha eliminato uno dopo l'altro, Zinoviev, Kamnev, Rykov, Tomsky, Boukharine, confinato in funzioni di secondo piano o deportato, hanno ora un prestigio che egli non ha pur essendo al vertice del potere. Invano li ha obbligati per anni e anni a sconfessare se stessi, a mettersi in ridicolo con ripetute abiure, riconoscendo che egli ha avuto ragione rispetto a loro in ogni problema, che quanto ha fatto  perfetto, che nulla potrebbe eguagliarlo. L'abiura non discredita pi, si sa bene che  forzata, dettata parola per parola. Cos'altro potrebbero fare se non di finire in prigione? Ma essi preferiscono a tal prezzo servire il partito ed il paese, ed hanno ragione contro Stalin! La propaganda che si fa fare non inganna nessuno. L'eccesso di lodi per lui, l'eccesso di discredito per i suoi rivali nascono da una situazione di fatto irrimediabile. L'eredit di Lenin  caduta nelle mani del meno capace; ne ha dato la prova. Esiliato a Costantinopoli, poi in Francia, indi in Norvegia, Trotsky continua a pubblicare le sue critiche infiammate ed ha facilmente ragione di fronte ai catastrofici errori coperti da enormi menzogne. La sua parola arriva nei circoli dirigenti e nelle prigioni, gli unici luoghi nei quali viene compresa; poich fra i circoli dirigenti e le prigioni  in atto un continuo andirivieni.
Nel 1935, la storia sembra offrire all'uomo della collettivizzazione agraria, del terrore e della fame una inaudita possibilit di riabilitarsi. Ora che ha restituito il pane nero ai lavoratori, quale grandezza sarebbe la sua se aprisse le porte dei campi di concentramento, se amnistiasse uno o due milioni di innocenti, se ammettesse una specie di libert di opinione, non facendo rimanere in prigione se non quelli che osano pensare veramente!  forse ci che si esige da lui nella sua cerchia. Siamo informati da buona fonte che Kyrov, membro dell'Ufficio politico, ed il vecchio scrittore Massimo Gorky, carico di gloria ufficiale, ma molto triste e molto stanco, si adoperavano per influenzarlo in tal senso. Un conflitto sarebbe sorto fra Stalin e Gorky al quale si rifiut anche un passaporto per l'estero e la cui corrispondenza con Romain Rolland fu volgarmente censurata. Il 1 dicembre 1934, Kirov, che dirigeva la provincia di Leningrado, veniva freddato con un colpo di rivoltella alla nuca tirato da un giovane comunista di nome Leonida Nikolav, il quale appartenne o apparteneva ancora alla polizia politica. Su questo dramma, che ebbe orribili conseguenze, si sanno ben poche cose: che l'assassino lasciava un diario giustificando il suo atto, documento che non  stato mai pubblicato; che la polizia politica era al corrente della preparazione dell'attentato (i suoi capi di Leningrado furono severamente condannati per questo fatto). Stalin prese immediatamente il treno e si rec a Leningrado per interrogare personalmente l'assassino.
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19.
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TERRORE E PROPAGANDA.
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Un decreto stabil contro i "terroristi" una procedura sollecita e sommaria: dieci giorni di istruttoria, processo segreto, esecuzione seduta stante. Il governo si priva del diritto di grazia. Fra il 5 e il 12 dicembre 114 persone arrestate in diverse regioni prima dell'attentato di Nikolav sono fucilate. Chi erano questi giustiziati e quali colpe venivano loro attribuite, nessuno lo ha saputo. Il 30 dicembre, Nikolav e 13 giovani comunisti di Leningrado che lo frequentavano sono tradotti davanti al tribunale segreto. Dietro un tavolo coperto da un drappo rosso, tre ufficiali della Sicurezza politica; brevi interrogatori; esecuzione immediata, forse nella corte vicina. Nel frattempo circa tremila comunisti, noti per il loro attaccamento a Zinoviev, sono arrestati. In gennaio, Zinoviev, Kamnev ed altri ex membri di Comitati direttivi compaiono a loro volta davanti a un tribunale segreto; le inchieste non permettono di incolparli, si esige che si riconoscano responsabili morali del delitto di Nikolav; le loro cattive idee avrebbero condotto questo giovane al terrorismo. Ne convengono e non si tratta se non di un rinnegamento di pi, nella lista dei precedenti. Vengono condannati a lunghi periodi di prigione, i loro amici partono per i campi di concentramento, a migliaia.  finito? Non si finir mai. Stalin invia al Comitato di Leningrado un messaggio nel quale gli rimprovera di non aver ancora pensato ad epurare la popolazione della vecchia capitale; i "nemici di classe", prima di allora borghesi, ufficiali, funzionari dell'Impero, intellettuali dell'antico regime non sono forse molto numerosi? Quale pericolo! In tutto ci l'aberrazione si unisce alla crudelt, falsando ogni calcolo politico: dopo molti anni  proprio dal seno del partito rivoluzionario che nascono i pericoli di minaccia per il tiranno; la pallottola che ha ucciso Kyrov  partita da una rivoltella della Ghepeu. Non importa. Famiglie intiere, da cinquanta a centomila persone partono da Leningrado per la deportazione nelle lontane tundre, dei vecchi muoiono lungo il viaggio, delle donne partoriscono per la strada in piccole stazioni sperdute. Noi abbiamo visto arrivare in una citt dell'Ural da milleduecento a millecinquecento persone di questo povero popolo. La repressione si estende anche a tutti i circoli rivoluzionari. Si arrestano a centinaia gli ex forzati dei bagni penali dello zar i quali potrebbero non aver dimenticato del tutto gli attentati di altri tempi, si arrestano i socialisti e i trotskisti usciti di recente dalla prigione. Si arrestano le persone di origine tedesca o polacca. Le Associazioni dei Vecchi-Bolscevichi e degli ex-Forzati sono sciolte. I processi segreti si moltiplicano seguiti invariabilmente dalle esecuzioni. La guardia del Kremlino  epurata nei sotterranei a colpi di pistola. Una epurazione generale del partito invia, secondo le statistiche ufficiali, da 150 a 200.000 comunisti nei campi di concentramento. Abbreviamo, poich le cifre perdono di significato....
Queste proscrizioni si accaniscono in un paese dove nessuno fa resistenza, dove nessuno mormora. Gli uomini di buona tempra difendono in silenzio le loro idee messe fuori legge. I giornali non dicono quasi niente di ci che avviene; si pu vivere in Russia ed ignorare tutto ci che non si vede con i propri occhi. Nembi di incenso salgono ogni giorno verso i ritratti del capo con i canti di giubilo delle scolaresche, dei battaglioni rossi, delle assemblee preparate alla perfezione.... La stampa pubblica che gli intellettuali all'estero i quali vogliono riunirsi in un "Congresso per la difesa della cultura contro la barbarie fascista" approvano con entusiasmo le misure energiche prese dal governo in seguito all'attentato di Nikolav. All'indomani delle esecuzioni, si pubblica anche l'approvazione di Romain Rolland, Aragon, Nizan, Malraux, Jean-Richard Bloch. Dal Venezuela, dal Cuba, dalla Bolivia, da Parigi, da Londra, da Bruxelles, da Stoccolma arriva per telegramma l'approvazione dei Comitati Centrali dei partiti comunisti, i quali lodano "la giusta e generosa e cos umana severit del Capo geniale". La stampa estera accoglie con benevoli commenti l'annuncio di una nuova costituzione sovietica, la pi democratica che si possa concepire, fondata sul suffragio universale.... Quando il testo viene pubblicato si ostenta generalmente nel non rilevare che l'articolo 126 di questa legge fondamentale consacra l'egemonia del partito comunista "strumento direttivo di tutte le organizzazioni dei lavoratori...". La costituzione staliniana, in gran parte redatta dal povero Boukharine, stabilisce all'incirca un regime plebiscitario, senza libert di opinione; sopprime, infatti, i Soviet; rende  vero gli eletti della nazione inviolabili, ma si arriver ben presto alla realt che questi inviolabili scompariranno in serie, fucilati o gettati a vita nelle prigioni. Il sogno di un ritorno dell'URSS alla civilizzazione europea  cos suggestivo, e talmente vantaggioso per gli intellettuali d'avanguardia il sostenerlo o il fingere di sostenerlo, che le ecatombe non intaccano punto il prestigio incantatore dell'URSS nel mondo....
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IL PROCESSO DEI TREDICI.
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Qui comincia la tragedia, unica nella storia, del Capo di uno Stato totalitario alle prese con la riprovazione inespressa, ma certa, ma inesorabile delle persone che lo circondano e di tutti coloro di cui  il presunto rappresentante al potere; riprovazione dissimulata sotto il sorriso servile, il consenso unanime, la lode compiacente, le ovazioni frenetiche... I collaboratori pi apprezzati di Lenin, Zinoviev suo amico dalla fondazione del partito, Kamnev suo legatario universale, sono in prigione per dieci anni; Trotsky, nel suo esilio di Norvegia, conserva una grandezza simbolica. Il delitto degli imprigionati, nessuno pu ignorarlo,  di aver negato ostinatamente, malgrado tutto ci che si  potuto far dir loro per umiliarli, "l'indirizzo generale", questa politica spietata e disastrosa degli ultimi dieci anni. I perseguitati sono stati evidentemente pi chiaroveggenti del loro persecutore. Essi sono in carcere ma non sono responsabili di ci che  accaduto. Stalin  al vertice del potere, ma  proprio lui il responsabile. Potr egli dormire tranquillo fino a che saranno vivi, fintanto che avr, sempre pronta, questa squadra di riserva? Ecco il problema politico, ed il problema morale.
Il terrore scoppia nel partito come se vi fosse caduto un fulmine, il 14 agosto 1936, con l'annuncio di un processo che si aprir fra cinque giorni: nel numero dei tredici imputati figurano Zinoviev, Kamnev, tre altri vecchi membri del Comitato centrale, Evdokimov, Bakaev, Ivan Smirnov - uno dei pi vecchi bolscevichi che godeva nel partito la pi alta autorit - le maggiori figure della guerra civile. Il solo fatto che siano tutti accusati di terrorismo, li vota alla morte. Contemporaneamente, un po' dappertutto avvengono arresti di giornalisti del partito, di membri dei governi locali, di alti funzionari e di generali, in Armenia, a Baku, a Stalinabad, a Kjev, a Gorki, nel Turkestan, a Leningrado; e, ci che  significativo, viene pubblicato. Ci si accorger pi tardi che gli arresti rivestono l'importanza di un vero colpo di Stato. Il numero dei funzionari bolscevichi appartenenti alla vecchia generazione, colpiti dalle repressioni durante quest'anno, sar valutato, da un noto osservatore, ad una dozzina di migliaia.
Il processo dei tredici si apre il 19 agosto nella Casa dei Sindacati, in altri tempi Club della Nobilt, davanti ad un pubblico scelto nel mazzo, pochi giornalisti stranieri, pochi diplomatici. Tutto ad un tratto l'atmosfera si appesantisce sino a divenire irrespirabile, ci si sente gettati fuori della verit, al di l di ogni equilibrio morale, fuori del diritto, fuori del rispetto umano.... Gli accusati non si difendono e nessuno li difende: essi si accusano con passionalit, con frenesia, salvo due trotskisti i quali giocano con una sfacciata e cattiva volont un ruolo chiaramente convenuto (Ivan Smirnov e Holzman). Si vedono sedersi sul banco degli accusati, al fianco dei vecchi capi del partito, loschi sconosciuti, vittime ed inetti agenti provocatori.... Tutti si accusano di aver organizzato l'assassinio di Kirov e di aver voluto assassinare Stalin e gli altri capi del partito - meno Molotov che non figura nella lista delle presunte vittime perch in questo periodo i suoi rapporti con Stalin sono molto freddi e forse perch si riserva di accusarlo quanto prima lui stesso.... Perch? Essi dichiarano di non avere idee, n programmi da opporre al "glorioso indirizzo generale" di Stalin, davanti al quale ora si inchinano ammirati e pentiti. Soltanto la "sete del potere" li faceva agire.... Sottile psicologia di questi agonizzanti! Questa scusa era, noi lo abbiamo saputo, di una estrema abilit: se in realt la sola sete del potere li spingeva al terrorismo, non era per tal motivo che il Segretario generale si era attribuito ogni potere? Stalin, preparato il processo con il suo alto commissario alla Sicurezza, Iagoda, se ne era andato a riposare in una villa del Caucaso, sotto un cielo di un azzurro perfetto; fra giardini paradisiaci: da qui seguiva ora per ora il dibattito. Egli vede l'accusa sotto la confessione, l'oltraggio sotto il pentimento e per telefono d ordine di inventare altri motivi. L'indomani gli accusati confessavano dei nuovi motivi, ma talmente inverosimili da non resistere ad alcuna analisi critica; essi dichiarano che hanno obbedito alle direttive dell'esiliato Trotsky "allo scopo - testualmente - di fomentare nell'URSS una contro-rivoluzione fascista(10)".  impossibile analizzare in breve tale delirio; tutte le opinioni si mescolano, si confondono, si soffoca. Dopo che nel 1926 Zinoviev e Kamnev si sottomisero a Stalin, Trotsky li perseguit con i suoi sarcasmi; nelle prigioni i trotskisti intransigenti boicottavano i "capitulards" che camminavano servilmente di abiura in diniego. Ivan Smirnov, al quale si rimprovera l'assassinio di Kirov, era in prigione da due anni quando quest'attentato fu commesso! Un tale chiamato Fritz David confess che egli aveva "pensato" di recarsi un giorno ad un meeting per tirare su questo personaggio; si parla cos di almeno nove attentati che non erano stati commessi.... Ivan Smirnov, l'uomo che nel 1918 salv la repubblica nella battaglia di Sviajsk, l'uomo che pi tardi sovietizz la Siberia, compromette per un attimo questo sinistro gioco con qualche sprezzante contestazione capace di rovesciare tutto; richiamato alla regola del gioco dai coimputati, si sottomette. Holzman, dirigente industriale e vecchio rivoluzionario, silura abilmente il processo confessando di aver incontrato i figli di Trotsky a Copenaghen in un albergo che non esiste, come verr in luce all'indomani, e facendo altre dichiarazioni del genere. Il procuratore Vychinski chiede la pena di morte per questi "cani sanguinari" che insulta per delle ore. Nella immensa URSS e nella stampa comunista di tutto il mondo non si leva se non il continuo grido alla morte, alla morte contro questi "fascisti", questi "cani schifosi", queste "vipere", questi "vermi", i compagni di Lenin. La sera una manifestazione inonda le vie di Mosca, sotto i proiettori del Goskino: "La morte! La morte!". Studenti, poeti, vecchi cacciatori della Tundra siberiana, accademici, giovani madri scrivono ai giornali - ed i giornali pubblicano queste lettere - che  necessario "per amore degli uomini" fucilare "queste iene...". E l'ex presidente della IIIa Internazionale, Zinoviev ascolta la requisitoria, scuro nel viso, le mani incrociate, la testa bassa, esasperato, immerso in una amarezza inconcepibile. Kamnev, capelli e barba bianca, grida nelle sue ultime parole il suo amore per la patria sovietica, dice che  felice di morire per essa, chiede ai suoi figli di morire per essa se  necessario.... Il verdetto  di morte per i Tredici. Il 25 agosto, i giornali mettono in mostra sulle prime pagine i ritratti sorridenti dei capi del partito, in tunica bianca, su di una tribuna dall'aerodromo di Touchino. La festa dell'aviazione  riuscita, con un tempo splendido. Cinque righe di corpo piccolo, in ultima pagina, annunciano che i Tredici hanno subito la pena capitale. Sulla loro esecuzione non si sapr niente di preciso. Il giubilo popolare si scatena, orchestrato dagli uffici del partito. Ragazzi e giovanette delle scuole ringraziano il Capo adorato per aver sbarazzato la terra di questi mostri. "Ah! se li avessimo potuto fucilare noi stessi!", scrivono questi ingenui. L'editoriale della Pravda sottolinea che "ormai si respira un'aria pi pura...".
Durante le sedute sono stati pronunciati un centinaio di nomi. Nessuno per caso.  risultato che Rikov, Tomski, Boukharine, Piatakov, Radek e molti altri personaggi, i quali ricoprivano ancora delle cariche governative, erano implicati nella cospirazione; poich colui il quale dettava queste confessioni non intendeva fermarsi a met strada e coloro che le facevano avevano interesse a dimostrare che tutto il vecchio partito odiava il Capo beneamato.
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SPIEGAZIONE DELLE CONFESSIONI.
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Questo dramma incomprensibile turb tutto il mondo. Soltanto pochi iniziati lo compresero. In realt non offriva che un relativo mistero. Le confessioni si moltiplicavano a ritmo comandato, per ordine dell'Ufficio politico, vale a dire del Segretario generale, dato che l'Ufficio politico non si era riunito; venivano pretese e consentite in nome degli interessi superiori del partito, per la rivoluzione internazionale. " necessario che voi rinunciate per sempre al potere disonorandovi, unica maniera effettiva per rinunciarvi. Che voi compromettiate Trotsky sul quale non abbiamo pi alcuna presa. Il partito lo esige dalla vostra fedelt. Oserete voi mettere sulla stessa bilancia l'ordine del partito ed il pensiero del vostro onore, della vostra vita, di una verit storica di cui non sappiamo che fare? Se il partito riterr, in seguito, di dovervi fucilare, perch ci si ritiene necessario, il partito ne ha ben il diritto". Zinoviev e Kamnev e la maggioranza dei bolscevichi professavano e vivevano tale teoria da pi di venti anni. Totalmente fedeli all'Ordine, nel senso religioso della parola. Teniamo anche conto della spaventosa costrizione morale che subivano questi uomini, oltre la cinquantina, dopo una vita piena di lotta. Dieci anni di persecuzioni larvate, di sorveglianza, di sospetto continuo; la persecuzione dei loro famigliari. L'appello alla fedelt bolscevica per questa politica avvilente e suicida non aveva presa del resto se non su questi vecchi capi i quali non concepivano pi la vita al di fuori del partito. La selezione degli accusati lo completava: coloro che rifiutavano il mercato sapevano che sarebbero stati fucilati senza processo e la maggioranza degli accusati - occorre notarlo - preferiva lasciarsi fucilare nell'ombra. Tredici compiacenti apparvero alla sbarra, ma una quarantina di renitenti si lasciarono massacrare senza processo. I documenti del processo provano, in realt che pi di cinquanta persone furono coinvolte in quest'affare. Noi conosciamo la frase del vecchio Fridman, funzionario della Ghepeu, che fu posto sul banco degli accusati per qualche ragione di ordine tecnico: "Mi si pu fucilare una sola volta! - esclam -. Non si pu fare di me una puttana!". Non  stato fucilato che una sola volta, nella notte.
Il servizio reso al partito dagli accusati stabil fra di essi e l'Ufficio politico un mercato esplicito o tacito. Gli accusati dei due grandi processi precedenti, quello dei tecnici e degli economisti socialdemocratici, avendo essi stessi consentito ad aggravare la loro situazione per sollevare il governo dalle responsabilit del caos economico, non furono fucilati.... I Tredici furono beffati. Un po' se l'aspettavano, conoscendo Stalin ed essendo addentro alla sua politica, ma non ne ebbero la certezza se non nell'ultimo e disperato momento dell'esecuzione. Un alto funzionario staliniano ci diceva: "Se non li avessero giustiziati il processo si sarebbe risolto in una specie di meeting i cui effetti sarebbero falliti". E la squadra di riserva, una volta di pi martirizzata, attese il suo giorno nel fondo delle prigioni....
Una sola verit nel marasma dei complotti per nulla impossibili sotto un perfetto regime poliziesco: tutto il vecchio partito odiava Stalin, il Capo ufficialmente acclamato, si augurava la sua eliminazione ed avrebbe voluto disfarsene. E che egli lo sapesse, che sentisse l'abisso esistente fra lui e loro. Se avessero voluto ucciderlo, l'avrebbero ucciso senza esitazione, ma abituati a condannare il terrorismo in nome del marxismo, che all'azione individuale del tiranno oppone l'azione delle masse, ripugnava loro di fare intervenire la browning negli affari del Comitato centrale. Stalin, invece, il solo dirigente bolscevico che sia stato di professione terrorista,  capace, come tutti gli uomini di scarsa immaginazione, di giudicare gli altri alla sua stessa stregua e di accusare volentieri gli altri delle intenzioni che avrebbe avuto al loro posto. Per questa ragione, egli ebbe ragione nella tecnica del terrorismo. E si fucilano i capi della guardia del Kremlino e si accusano di terrorismo i lucidatori dei pavimenti dei palazzi del governo e si preparano dei nuovi grandi processi.
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22.
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SANGUE SU SANGUE.
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L'esecuzione dei Tredici ha creato in seno al vecchio partito una situazione insostenibile. Mai fino ad oggi i bolscevichi avevano versato sangue bolscevico. Tutti si conoscevano dalle prigioni dello zar, da pi di trent'anni di propaganda. Ma nessuno si poteva permettere, senza incorrere nella morte, di disapprovare l'assassinio appena legale di molti collaboratori di Lenin; al contrario si esige dai sopravvissuti che lo approvino ed essi lo approvano in termini disgustosi, sentendo forse che non rimane altro se non l'eccesso d'infamia per denunciare l'eccesso di oppressione. Piatakov, l'ex capo del primo governo sovietico dell'Ucraina, uno dei dirigenti dell'industrializzazione, ha scritto alla vigilia del verdetto: "Il disgustante odore di una morgue si  sparso ad un tratto.... Questi esseri non sono pi che dei cadaveri puzzolenti. Il sangue si agghiaccia davanti ai loro crimini.... Essi hanno perduto ogni aspetto umano. Bisogna annientarli come delle carogne....". Ha appena finito di scrivere ci, che viene arrestato anche lui. A Karl Radek, a Boukharine, a Rakovski si fanno scrivere dei pezzi del genere e poi si arrestano. Dappertutto non si fanno che arresti. L'esercito stesso non  pi risparmiato. L'alto Commissario per la Sicurezza, Iagoda, capo della Ghepeu da una dozzina di anni, colui che ha istruito il processo dei Tredici, viene anch'esso arrestato.  evidente che gli strumenti che hanno servito ad ordire questa sanguinosa macchinazione politica debbono scomparire, che sia impossibile lasciar vivere gli altri antichi dirigenti, vecchi bolscevichi, dopo aver fucilato Zinoviev e Kamnev non  meno evidente.
Il secondo grande processo di Mosca, quello dei Ventuno, ha luogo nelle stesse condizioni del primo, alla fine del gennaio 1936. Al banco degli accusati, Piatakov, di gi ricordato, che Lenin raccomanda particolarmente nel suo testamento; Srbriakov, uno dei Segretari del Comitato centrale al tempo di Lenin; Mouralov, ex comandante militare della regione di Mosca, uno degli uomini che promossero a Mosca l'insurrezione del 1917; Sokolnikov, gi membro del Comitato centrale di Lenin, gi ambasciatore a Londra; Karl Radek, uno dei fondatori dell'Internazionale comunista, uno dei superstiti dell'insurrezione berlinese; combattenti della guerra civile, come Drobnis; dirigenti di industria, come Rataitchak; dirigenti di ferrovia, come Livschitz. La maggior parte di questi accusati ignorava quale fosse stata la sorte di Zinoviev e di Kamnev e pu darsi che essi siano oggetto dello stesso ricatto. Tutti confessano, confessano senza fine, si accusano, si coprono di abiezione senza la minima verosimiglianza.... Essi hanno formato, sulle direttive dell'esiliato Trotsky, una associazione contro-rivoluzionaria, il cui scopo era di provocare nell'URSS la restaurazione del regime capitalista e l'instaurazione del fascismo; a tal fine sono diventati agenti della Germania nazista e del Giappone ed hanno preparato con queste potenze l'invasione e lo smembramento dell'URSS; per distruggere la potenza industriale creata dal geniale capo del partito, essi hanno organizzato il sabotaggio dell'industria, catastrofi nelle miniere, incidenti sulle ferrovie, a migliaia.... Noi non esageriamo niente, lontani di l. Tutto ci sotto la sorveglianza incessante della Ghepeu. Grosse corde! Sembra che il fine del processo sia di spiegare al gran pubblico l'inverosimile situazione dell'industria, il desolante numero delle catastrofi nelle miniere, il terrificante numero degli incidenti nelle ferrovie. Un accusato riferisce che i trotskisti ne hanno provocato 3.500. Tutto  opera dei trotskisti, degli agenti del Giappone e della Germania. Capite? Ma  assolutamente necessario far risalire tutto il male fino all'esiliato Trotsky, poich egli  fuori pericolo. E Piatakov, ascetico, colla sua barba brizzolata e la sua lunga persona curva per l'avvilimento, racconta che trovandosi in missione all'estero si  portato da Berlino ad Oslo in apparecchio per intrattenersi con Trotsky(11). All'indomani le autorit norvegesi certificano che nessun apparecchio proveniente da Berlino  arrivato in quel tempo nella regione di Oslo. Sar facile mettere in luce ben altre cose, ma si ha fretta. Dimostrazioni per le strade di Mosca, meeting, telegrammi di comunisti di tutto il mondo esigono la morte di questi "cani rabbiosi", le manifestazioni si svolgono a getto continuo. I professori, gli artisti, gli scienziati, i giornalisti esigono che vengano fucilati! Marcello Cachin e Vaillant-Couturier, corrispondenti de l'Humanit a Mosca inviano al loro giornale i resoconti ufficiali del processo; in seguito a ci "in tutta la Francia le organizzazioni operaie esprimono il loro furore contro gli assassini trotskisti", scrive la Pravda. Diciassette uomini cadono nella fossa dell'esecuzione, colpiti alla nuca. Sokolnikov e Radek, risparmiati, rimarranno in prigione.
Il terrore si  abbattuto su tutto il partito bolscevico dei primi anni della rivoluzione. Una intera generazione deve scomparire, poich essa non pu comprendere quanto avviene e domani si opporrebbe, in nome degli ideali rinnegati, ai disegni del Capo. I vincitori della guerra civile di altri tempi mormorano? Noi sappiamo che questi uomini di guerra cominciano ad averne abbastanza dei sanguinosi intrighi del Segretario generale e che pensano ad un colpo di mano. Il 12 giugno 1937, si apprende che il maresciallo Toukhatchevski e sette generali rossi fra i pi illustri, arrestati qualche giorno prima, erano stati fucilati dopo un processo segreto, inventato senza dubbio per il comunicato alla stampa. La met dei pretesi giudici del maresciallo, nominati in questo singolare momento, sono per scomparire anche loro, a breve scadenza. Le Isvestia di questi giorni accusano i fucilati d'essere stati agenti della Germania. "Noi conosciamo bene - scrive l'organo governativo - la fame da lupo dei cannibali fascisti.... Essi sognano la conquista dell'Ucraina...". Durante tutta la giornata Mosca commenta l'arresto del maresciallo Vorochilov, Commissario del popolo alla guerra, membro dell'Ufficio politico, ma egli ricompare, avendo perduto ogni influenza personale in quanto ha lasciato massacrare tutto il suo grande stato maggiore. Un altro membro dell'Ufficio politico, Roukzoutak,  scomparso. Due dei quattro marescialli rimasti, Blucher, comandante in capo dell'armata dell'estremo Oriente, ed Egorov, compagno di giovinezza di Stalin a Tsaritsyne, scompaiono. Nel marzo 1939 si poteva fare il seguente bilancio approssimativo per l'alto comando dell'esercito e della marina: essendo scomparsi, la maggior parte fucilati senza un pubblico processo, 3 marescialli su 5, 27 generali comandanti d'armata, 18 ammiragli e controammiragli, in breve 13 comandanti d'armata su 19; 15 comandanti di corpo d'armata su 85; 110 generali di divisione su 195; 202 generali di brigata su 406(12); e dai 20 ai 30.000 ufficiali di grado inferiore su un totale di 80.000 ufficiali in servizio attivo....
Eguali ecatombe falcidiavano i quadri dell'industria, dell'agricoltura, della letteratura, della diplomazia, dell'amministrazione. Sangue su sangue, sangue su sangue...(13).
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23.
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IL TERZO PROCESSO DI MOSCA.
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Alexis Rykov, il successore di Lenin alla presidenza del Consiglio dei Commissari del Popolo, e Nicolas Boukharine, il pi noto ideologo del partito, ambedue ex membri dell'Ufficio politico, ambedue avversari della collettivizzazione agraria, vivono ancora. Il loro amico Tomski, l'antico dirigente dei sindacati sovietici, ha fatto una degna fine tirandosi una pallottola nel cervello. Tratti dalla prigionia per comparire davanti al Comitato centrale, alla presenza di Stalin, Rykov e Boukharine si umiliano davanti al partito, appellandosi al cuore ed alla coscienza dei loro vecchi camerati, rifiutano di riconoscersi come traditori.... Stalin interrompe le esortazioni egualmente dannose di Boukharine: "Basta! siano riportati in prigione!" ed il Comitato centrale tronca l'ovazione. Un processo pubblico sembrava indispensabile a causa della grande notoriet di Rykov e Boukharine; ma ormai i vecchi rivoluzionari, in preda all'inquisizione, gli resistono. Mentre gli interrogatori durano dai tre ai quattro giorni senza che l'accusato possa dormire, gli inquisitori si danno il cambio; quando l'accusato sviene, viene medicato (punture), rimesso in piedi e la tortura ricomincia. Circola la voce che sotto gli occhi di alcuni imputati si sarebbero fucilati alcuni membri delle loro famiglie, in altri casi, i loro compagni di accusa. L'ambasciatore ad Ankara, Karakhane, e l'ex segretario dell'esecutivo centrale dei Soviet, un compagno della giovinezza di Stalin, Enoukindz, vengono fucilati in segreto insieme a numerosi altri. Sembra che si siano minacciati gli accusati di una pena di morte peggiore, pi lenta dell'abituale esecuzione a colpi di revolver.  certo che si  lasciato loro sperare la vita, il ritorno al lavoro, e che si  esaltato il loro patriottismo comunista. Piove sangue. I vecchi bolscevichi georgiani sono massacrati. Boudou Mdivani avrebbe gridato: "Sar io a mettere Stalin in stato di accusa!". L'economista Probrajenski scompare. Tutti i capi dei servizi centrali della Ghepeu sono massacrati: Prokofiev, Moltchanov, Volovitch, Pauker, Agranov.... Trattati tutti da "spie naziste", da traditori e da terroristi, a cominciare da coloro che avevano vegliato sulla sicurezza personale di Stalin, come Volovitch e Pauker.
Nel marzo 1938 si apre finalmente, secondo i riti conosciuti, il terzo grande processo, quello di Rykov, Boukharine, Krestinski - gi segretario del Comitato centrale, poi ambasciatore a Berlino - Racovsky, gi ambasciatore a Parigi, Fayoulla Khodjav gi capo del governo dell'Asia centrale, Iagoda ancora di recente ministro della polizia, ed altri quindici alti funzionari. Essi confessano molto meno bene dei condannati delle prime carrette. Facilmente sfuggono verso l'enorme, l'assurdo. Tutti trotskisti, ci  naturale, agenti dell'Intelligence Service, agenti della Ghestapo, agenti del Giappone, essi hanno provocato la carestia nelle annate della collettivizzazione, hanno preparato l'invasione straniera e lo smembramento dell'URSS, hanno commesso degli assassinii.... Siccome si  troppo parlato di terrorismo senza vittime e di attentati non eseguiti, bisogna trovare ora degli assassinii e si trovano. Il vecchio Massimo Gorki, tubercoloso dalla giovinezza, muore di una polmonite a 68 anni:  stato il dottore Lvine, il quale altre volte ha curato Lenin, ad ucciderlo per ordine di Iagoda.... Queste invenzioni sorpassano la pi perversa delle fantasie. Si fuciler il vecchio dottore, si fuciler il segretario dello scrittore, Krioutchkov, un agente della Ghepeu. Il figlio di Gorki essendosi ubbriacato prese del freddo e mor: tutto ci era stato selvaggiamente organizzato. Sappiamo che alla Ghepeu sotto Iagoda esisteva un laboratorio di veleni. Ci ci fa riflettere sulla morte improvvisa di due membri dell'Ufficio politico i quali per la loro carica esercitavano un controllo sulla polizia politica, Ordjonikidz e Kouybikev, e ci non  altro che immaginazione.... Al principio del processo un incidente significativo ha rischiato di provocarne il fallimento. Krestinski, molto miope, barbetta a punta, fronte molto alta e pallida, si  alzato ed ha gridato: "Io sono innocente! Io sono fedele al partito! Io non ho fatto niente di tutto ci che mi si accusa!". Ed il procuratore Vychinski, disarcionato, commette la grossa gaffe: "Non affermerete anche che vi  stata fatta della violenza durante l'istruttoria?". "S, dice fermamente il diplomatico,  proprio ci che io affermo". Si interrompe l'interrogatorio e il giorno seguente lo stesso Krestinski si confessa colpevole. Qualche cosa era avvenuto nella notte.... Come nei precedenti processi, nessuna prova materiale  stata mai prodotta, nessuna citazione precisa  stata mai esposta dettagliatamente, discussa o controllata. Nei riguardi delle persone denunciate all'estero, Teodoro Dan, Maddalena Paz, Alfredo Rosmer, Emilio Bur, l'ufficio norvegese dei passaporti, il governo britannico inviano smentite su smentite, senza il minimo risultato. Il delirio continua, mescolando dei fatti reali all'assurdo e all'impossibile, come la perdita di centinaia di migliaia di dollari nei servizi economici all'estero, confessata da Rosengoltz; questo denaro  probabilmente servito ad alimentare la propaganda ufficiale.... Alcune grossolane spiegazioni politiche del processo saltano agli occhi. Changorovitch, ex segretario del partito nella Russia bianca dove vengono successivamente sostituiti due governi per i suicidi e le esecuzioni, si accusa di aver provocato l'epizoozia, raccolti deficenti, la fame.... Ora si  fucilato senza processo Tcheboldave, il quale diresse la collettivizzazione nel Caucaso settentrionale, e Golostchkine che la diresse nell'Asia centrale. Postychev, che la dirigeva in Ucraina, scompare come Eikh che la dirigeva nella Siberia occidentale. In tal modo Stalin rigetta la responsabilit della fame su i suoi subordinati e se ne sbarazza.... Il regime che egli ha inflitto alle nazionalit mussulmane fa nascere fra quelle delle tendenze separatiste: si rigetta la responsabilit sui governi locali formati contro ogni verosimiglianza da agenti dell'Intelligence Service britannico.... Boukharine, pistola alla nuca, d prova di uno straordinario coraggio e sferra l'ultima battaglia della sua vita in modo da permettere agli storici di ritrovarvisi. Le sue dichiarazioni sono sensazionali, sebbene risultino tagliate nei resoconti pubblicati. Beninteso egli si accusa, facendo fino alla fine il gioco di un partito che lo uccide, ma che resta il suo, di un regime spaventoso, ma nel quale egli conserva un ultimo avanzo di fede. "Noi abbiamo subto, egli dice, una degenerazione che ci ha portato ad una specie di fascismo pretoriano da contadini arricchiti". I nuovi arrivati della rivoluzione sono ben questi dei contadini arricchiti divenuti pretoriani. "Per quale causa tu morirai?", si domanda a Boukharine ed egli risponde: "Io vedo di colpo, lucidamente, un vuoto nero....". Ed in realt, se la battaglia senza piet per il socialismo ha portato la rivoluzione ad un fascismo da pretoriani, tutto  messo in scacco, le pi alte esperienze sono compromesse, non rimane altro che "inginocchiarsi egualmente, disperatamente davanti al partito e al paese".  il grido di un patriottismo comunista nutrito della sua stessa disperazione. Rykov, Rosengoltz, Boukharine non sollecitano la clemenza. Salvo Sokolnikov e Racovski, condannati a dieci anni di reclusione, vanno tutti alla morte.
Stalin non ha pi rivali.
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24.
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VITTORIA IN CINA, DISFATTA IN SPAGNA.
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Alle due estremit dell'Eurasia l'URSS perseguiva, intanto, sotto la direzione del "pilota geniale", una politica estera il cui obbiettivo essenziale era quello di allontanare la guerra dalle proprie frontiere. Dopo il 1928 delle armate rosse cinesi, inquadrate da istruttori russi, difendevano qualche territorio sovietico, specialmente nello Kiangsi. Quasi nello stesso momento in cui la Russia fu ammessa nella Societ delle Nazioni e la III Internazionale passava alla politica dei "fronti popolari", i comunisti cinesi ricevettero da Mosca l'ordine di abbandonare i territori che occupavano e di ripiegare verso l'interno della Cina, nelle regioni delle steppe lungo le quali passano le strade che vanno dalla Cina a Sinkiang o Turkestan cinese - in corso di sovietizzazione - e dalla Cina alla Mongolia, apparentemente sovietizzata. Sotto il comando di Mao-Tse-Dzioum, 90.000 uomini iniziarono nel 1924 la straordinaria ritirata attraverso tremila chilometri di territorio a volo d'uccello, in realt attraverso diecimila chilometri di strade da superare. Nel 1936 arrivarono, in 45.000, nel Chansi, stabilendo cos nel cuore dell'Asia una forza militare magnificamente agguerrita a disposizione dell'Ufficio politico.
Nel nord della Cina, il giovane maresciallo Thang-Sue-Liang conduceva la guerra contro i Rossi, per il governo di Nanchino. Egli entr a contatto con il nemico, attrasse il maresciallo Tchang-Kai-Shek nel suo quartier generale, nel dicembre del 1936, e lo fece prigioniero.... Tchang-Kai-Shek sfugg da questa prigionia, che poteva costargli la vita, per cambiare radicalmente l'indirizzo della sua politica, per allearsi ai comunisti contro i quali conduceva una "guerra di sterminio", per accettare la loro collaborazione, per cedere a loro delle posizioni importanti a fare al Giappone la guerra di "liberazione nazionale", che i comunisti avevano preconizzato(14). Il 21 agosto 1937 fu firmato fra l'URSS e la Cina un patto di non aggressione. " certo, scrive un amico della Cina - Jean Escarra - che l'URSS diede alla Cina un effettivo aiuto in materiali e in munizioni, malgrado che le comunicazioni fra i due paesi fossero lunghe e difficili(15)". Nello scorso novembre, la rivista ufficiale del Comitato centrale di Mosca, Le Bolchvik presentava Mao-Ts-Dzioum ed i comunisti come veri animatori della resistenza nazionale in Cina. Noi sappiamo d'altra parte che dei pretesi complotti trotskisti sono stati repressi nell'esercito rosso della Cina e che gli interventi della Ghepeu ad Hangoi hanno sollevato, non molto tempo fa, le proteste del consolato di questa citt. Si pu concludere che la politica di Stalin  largamente riuscita in Cina poich lo stato di guerra tra la Cina ed il Giappone ha distolto dalle frontiere sovietiche la minaccia giapponese, ha affermato nella Cina stessa l'influenza del Komintern e dell'URSS, ha assicurato i mercati all'industria di guerra sovietica, ha permesso alla Russia di continuare senza difficolt la sua penetrazione nel Sinkiang.
A partire dall'ottobre 1936, Stalin tenta all'altro capo del continente, a Madrid, a Valencia, a Barcellona un'altra avventura. Durante i primi due mesi della guerra civile Stalin non pensava di intervenire in Spagna. Il suo partito rimaneva pur sempre insignificante. Fra l'ottobre e il novembre il Capo si decise. Una campagna di meeting rivela in lui l'uomo provvidenziale chiamato a salvare il popolo spagnuolo dal fascismo. Se egli riuscir, una nuova gloria canceller il sangue che egli ha finito di versare nel proprio paese. Una Repubblica spagnola vassalla del Kremlino lo render pi forte tanto di fronte a Parigi e a Londra, quanto di fronte a Berlino e a Roma. Il progetto non  privo di grandezza, ma la direttiva data ai funzionari ed ai generali che partono per la penisola manca di coraggio: "Tenetevi fuori della portata dei cannoni". L'URSS fornisce alla Repubblica aeroplani, materiale di guerra, viveri, tecnici, generali, poliziotti; in contropartita si far dare una grande riserva di oro della Spagna; i suoi rappresentanti, serviti da numeroso personale d'un partito comunista spagnolo sempre invadente, estenderanno a poco a poco il loro controllo sullo stato maggiore, la polizia politica, la censura, lo spionaggio, il controspionaggio, le finanze, in breve su tutti i centri vitali della sfortunata repubblica. Stakevski, addetto commerciale dell'URSS a Barcellona, controller le finanze, Berzine l'esercito, Orlov (il suo vero nome  Nikolski) i servizi segreti dell'esercito, Michele Koltsov ispirer la stampa comunista e comunisteggiante, il generale Klber (il suo vero nome  Stern, un bukoviniano) comander le brigate internazionali, Antonov-Ovsenko eserciter la sua influenza sul governo catalano. Sotto la spinta dei comunisti un potente partito "socialista unitario", il PSUC, affiliato alla IIIa Internazionale, si forma in Catalogna e partecipa pi d'ogni altro al governo locale; il gabinetto Largo Caballero, per avergli resistito,  costretto a dimettersi e si vede sorgere il gabinetto Negrin, in seno al quale i comunisti esercitano una maggiore influenza; il Partito Operaio dell'Unit Marxista - il POUM -  messo fuori legge, il suo capo, Andrea Nin, rapito e assassinato dagli agenti di Orlov. Il partito comunista ha le sue prigioni segrete, provviste di camere di tortura; procede a esecuzioni segrete, a rapimenti misteriosi come quelli del giovane socialista Marc Rhein, figlio di un capo menscevico russo, di Erwin Wolf e di Kurt Landau i quali collaborarono con Trotsky. Dei russi assistono agli interrogatori di antifascisti arrestati e domandano loro cosa pensano dell'alta saggezza di Stalin. Il Console generale dell'URSS a Barcellona esige dalla CNT che metta fine alla propaganda dell'anarchico Berneri, antistaliniano, e Berneri muore assassinato. Un decreto interdice alla stampa di fare delle critiche nei riguardi della Russia; chiunque pensa ad alta voce non  pi sicuro della sua vita. Al fronte gli antistaliniani rischiano una pallottola alla schiena, in prigione rischiano il plotone di esecuzione, in citt rischiano i campi di concentramento.... Noi conosciamo su questo tema molti episodi quasi inverosimili, come quelli delle torture inflitte ai prigionieri di Sant'Orsola a Valencia, di esecuzioni di combattenti sospetti nelle brigate internazionali, di falsi documenti redatti per rovinare uomini irreprensibili, di fondi rubati. Il capo socialista Indalecio Prieto, ministro della difesa nazionale nel gabinetto Negrin, ha riferito come i comunisti lo scalzarono dal potere poich si rifiutava di prendere gli ordini dal loro ufficio politico, come i russi si impadronirono, suo malgrado, del controspionaggio interno per servirsene come strumento di governo, come gli tolsero dalle mani la direzione dell'aviazione e per un momento della marina. Altre testimonianze ce li mostrano in atto di rifiutare ostinatamente le armi alla Catalogna che essi non tengono abbastanza in mano. Si pu dire senza tema di esagerazione che l'occulta dittatura degli agenti di Stalin sulla Repubblica spagnola  stata per essa il peggior fattore di dissoluzione, di demoralizzazione, di disfatta.
A sconfitta avvenuta, Stalin non doveva mancare di imputarla ai suoi agenti, di metterli in accusa davanti alla sua Inquisizione e di farli scomparire. Michel Rosemberg che era stato ambasciatore dell'URSS a Madrid, scomparso. Scomparso Antonov-Ovsenko, console generale a Barcellona; scomparso il giornalista Michel Koltsov; scomparso il generale Klber, scomparso Stachevski. Scomparso il generale Berzine. Il termine scomparso ha qui il suo senso russo, che  presso a poco l'equivalente di fucilato non si sa dove, non si sa quando....
L'oro spagnolo rimane nei sotterranei della Banca di Stato di Mosca.
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25.
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IL PATTO CON HITLER.
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Durante questi anni l'URSS fa "la politica di pace di Stalin". Il Capo ha detto, e lo si ripete senza fine: "Noi non vogliamo un pollice di territorio altrui, non ne cederemo uno del nostro"; i diplomatici, istruiti dall'Ufficio politico, preconizzano nelle capitali dell'Occidente la sicurezza collettiva e la resistenza alle aggressioni fasciste.... Quando nel settembre del 1938, scoppia la prima crisi europea, chiusa dagli accordi di Monaco, Mosca osserva una prudente aspettativa, ma i partiti staliniani in Francia, in Inghilterra, in Cecoslovacchia infiammano l'opinione, spingono alla guerra contro il fascismo. In seguito copriranno dei loro sarcasmi gli uomini di Stato che hanno mantenuto la pace a Monaco, - i Monachisti, dicono. Dopo la fine della Cecoslovacchia, le proposte di Maiski, ambasciatore dell'URSS a Londra, e di Litvinov sono di tale natura che si iniziano dei negoziati per una alleanza fra Londra, Parigi e Mosca.... Essi sembrano a buon punto, missioni militari britanniche e francesi si intrattengono a Mosca con il maresciallo Vorochilov, che le ombre dei generali rossi fucilati circondano.... Nel suo grande discorso al XVIII Congresso del partito, nel marzo 1939, Stalin ha nel frattempo parlato con una grossolana ambiguit per dire che l'URSS non far che il proprio gioco e rimproverare testualmente alla Francia e all'Inghilterra di voler fare piuttosto una politica di compromesso con l'aggressione fascista che una politica di resistenza a questa.
In realt, un complesso di fatti ci porta a credere che dalla primavera, Stalin, pur negoziando allo scoperto con le potenze democratiche, molto pi effettivamente negozia, in gran segreto, all'insaputa dello stesso governo sovietico, con il III Reich. Atterrito dalla paura della forza tedesca egli non ha mai rinunciato a conciliarsela o a tenderle un tranello. Se i suoi agenti spingono alla guerra ideologica, se eccitano i sentimenti nazionali, se denunciano in Occidente i "Monachisti",  perch un conflitto tra il III Reich e l'Occidente salverebbe Stalin da gravi preoccupazioni. Egli si augura che la guerra europea si concentri in qualsiasi parte, sul Reno o nello Champagne,  secondario; allora l'Ucraina sar tranquilla. Al confronto della tecnica e dell'organizzazione tedesca l'URSS staliniana rimane un paese agricolo molto arretrato, con popolazioni scontente, minoranze nazionali tendenti al separatismo, una carestia permanente, dei trasporti inefficenti, un esercito senza generali. Lo scopo essenziale della politica di Stalin sar dunque di allontanare la guerra dalle sue frontiere, evidentemente verso altre frontiere. I negoziati segreti fra il Fhrer ed il Capo geniale non sono mai stati del tutto interrotti: in Russia si sono fucilate parecchie persone che vi hanno partecipato e fra queste l'ambasciatore Ioureniev, compromesso per una colazione a Berchtesgaden. Assumono consistenza nel momento in cui la sconfitta della Spagna Repubblicana sembra certa. Mentre gli ultimi combattenti di Castiglia e di Catalogna si fanno ammazzare, fra lo stato maggiore sovietico e lo stato-maggiore tedesco si svolgono degli scambi di vedute, cos bene che in marzo, quando Vorochilov esalta, al XVIII Congresso, la potenza militare dell'URSS, viene a confermare le informazioni pubblicate su tale argomento da una rivista tedesca, la Deutsche Wehr.
Non ostante ci la propaganda comunista continua a denunciare in tutte le lingue la barbarie nazista e fascista; in Russia i tedeschi sono perseguitati incessantemente, si continua a fucilare i pretesi "agenti della Gestapo", le pubblicazioni ripetono senza stanchezza, testi di Stalin alla mano, che "il fascismo tedesco  uno sciovinismo bestiale, un sistema di banditismo politico, un sistema di provocazione e di tortura per la classe operaia, per i contadini, per gli intellettuali....  una barbarie medioevale....  il sistema dell'aggressione senza vergogna e dell'odio bestiale contro gli altri popoli.... Il nazismo  il fautore della guerra imperialista...". Testi di tal genere formicolano, sono testi ufficiali, ispirano romanzi, poemi, film, caricature fino al 23 agosto 1939. Poich in questo giorno compaiono nelle prime pagine di tutti i quotidiani sovietici delle fotografie che mostrano il compagno Molotoff in atto di firmare un trattato di "non aggressione" con il III Reich: dietro di lui, sorridente al fotografo, fianco a fianco, il compagno Stalin e von Ribbentrop, inviato straordinario di Hitler. Il patto  concluso in termini tali che bisogna ben chiamarlo un patto di aggressione contro la Polonia. Hitler e Stalin hanno seguito la tattica del minimo sforzo: attaccarsi al comune vicino pi debole.
Sembra certo che la firma del patto con Stalin abbia fatto scomparire le ultime esitazioni di Hitler circa l'invasione della Polonia e che bisogna, dunque, vedervi per l'immediato punto di partenza della guerra europea. Senza dubbio, l'esercito sovietico non doveva entrare, per partecipare allo smembramento della Polonia, se non in un paese gi devastato dalla Reichswehr. Ma il 31 ottobre 1939, parlando al Consiglio supremo dell'URSS, Molotoff disse che era sufficiente "per annientare la Polonia, questo mostro creato dal trattato di Versaglia, prima un breve colpo dell'esercito tedesco e poi dell'esercito rosso". E si spiegava che "la nozione dell'aggressione acquistava un senso nuovo...". Se ne dubita un poco. Stalin stesso, in marzo, dichiarava davanti al Congresso del partito: "Noi siamo per la difesa dei popoli vittime di aggressioni e che lottano per l'indipendenza della loro patria", mentre, in settembre, egli lascia in bala dell'invasione nazista l'intera Polonia etnica. Il 22 dicembre telegrafer a von Ribbentrop che "l'amicizia dei popoli tedesco e russo  suggellata nel sangue...". In realt ce n' voluto molto di sangue per suggellarla e non soltanto in Polonia.
Ma allora perch tutte queste esecuzioni di persone accusate di patteggiare con la Germania? Perch sono ricominciate senza posa queste stravaganti concessioni, queste pessime requisitorie, questi massacri? La semplice conoscenza del passato permette di concludere che Stalin ha sterminato la vecchia generazione rivoluzionaria perch essa si  opposta al voltafaccia che egli ha compiuto in questo momento in nome di un regime totalitario divenuto fascistizzante.
Nel frattempo i piccoli paesi baltici, Estonia, Lettonia, Lituania accettavano di accogliere le guarnigioni sovietiche. I coloni tedeschi stabilitisi col da molti secoli fuggivano a migliaia. Stalin riport senza tirare un sol colpo di fucile una vittoria di fatto sul suo alleato il III Reich spossessato del Baltico.... Egli offre alla Finlandia un patto di sicurezza di amicizia, al quale la presenza delle sue truppe su qualche punto strategico della piccola repubblica scandinava conferisce una particolare consistenza.... Durante i negoziati al Kremlino egli rivede un vecchio socialista finlandese, Tanner, che altre volte lo aveva ospitato, al tempo della illegalit rivoluzionaria. Si ricord in quei momenti dei propositi di Lenin sulla Finlandia, questo piccolo paese, "uno dei pi progrediti del mondo, in realt paese repubblicano," (Lettera da Zurigo 1917) in cui "gli operai marceranno verso il socialismo alla loro maniera?". Quindi non sotto lo stivale dello straniero.... Egli dimentic persino il suo motto: "Noi non vogliamo un pollice di territorio altrui", senza parlare dei riconoscimenti prodigati alla indipendenza finlandese, senza parlare di un patto di non aggressione concluso con Helsinki.... Egli si fece fotografare per i giornali, massiccio, con il suo piccolo sorriso fisso, accanto ad altri personaggi pieni di sussiego, dietro un Kuussinen chino sul trattato di amicizia ch'egli firmava con l'URSS come se firmasse delle confessioni prima di farsi spedire.... Cos non vi saranno guerre con la Finlandia, bench Helsinki sia coperta di rovine e di sangue. Il Capo dei popoli ha trovato questo geniale stratagemma che consiste nell'improvvisare un governo finlandese con degli emigrati finnici comunisti, profughi, a dire il vero, nelle prigioni di Mosca. Poich bisogna dare a tal punto il seguente dettaglio: egli ha fatto fucilare o scomparire nel 1938 la maggior parte dei dirigenti del Komintern, i tedeschi Heinz, Neumann, Remmele, Werner Hirsch, Schulte, Schubert, l'ungherese Bla-Kun, i polacchi Warsky Sokhatsky, Jarsky, Valetsky, Lensky, Bronkosvky, i finlandesi Manner, Mekkinen, Hulling - e noi non citiamo se non nomi conosciuti - membri del Comitato centrale, veterani del movimento operaio. All'inizio dell'anno 1938 egli aveva fatto pronunciare dalla IIIa Internazionale lo scioglimento del partito comunista di Polonia e verso la stessa epoca fece scomparire tutti i sopravvissuti della rivoluzione finlandese del 1918, salvo Otto Kuussinen, segretario del Komintern, vecchio agente della polizia politica, complice della soppressione di tutti i suoi compagni. Padrone assoluto di mezzo continente popolato di 183 milioni di abitanti, il "Capo beneamato dei lavoratori dell'universo, l'uomo il pi umano che sia nato nei secoli" getta ora il suo esercito motorizzato contro una piccola repubblica di 4 milioni di anime. La notte polare copre le lande gelate in cui vivono i Lapponi, allevatori di renne; dei paracadutisti vi cadono dal cielo nero, armi automatiche in pugno. Piccoli contadini russi uccidono e si fanno uccidere nel freddo inumano per offrire al Capo una vittoria, in una qualsiasi parte verso il Golfo di Bothnia, in occasione dei suoi sessanta anni, il 21 dicembre 1939. Dei generali minacciati di un colpo di pistola alla nuca - ed essi lo avranno... - in seguito ad un risonante comunicato, lanciano le loro truppe in un paese senza strade, senza possibilit di rifornimenti e la vittoria sfugge loro malgrado la sproporzione delle forze, poich gli invasori sono, al pari degli invasi, delle vittime del dispotismo.... Non importa; si prenderanno delle sanzioni e si ricomincer. Si imbastisce, nel frattempo, una campagna di meetings nelle fabbriche per denunciare "l'aggressione finlandese", si insegna ai soldati che essi sono "i liberatori della Finlandia"; si nasconde al pubblico sovietico che il parlamento finlandese ha una maggioranza di socialisti e di contadini (85 deputati socialisti e 56 deputati contadini su 200 rappresentanti) e che  contro il pi autentico dei "fronti popolari" che l'URSS fa sparare le sue artiglierie. Si nasconde chi  Kuussinen, ufficialmente chiamato "signor...". Si mente in tale maniera che si finisce per mentire anche con se stessi. Il "Capo beneamato" vi si ritrover sempre.
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26.
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EGLI  L'AQUILA, LA MONTAGNA E IL SOLE.
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Dopo ogni processo seguito da esecuzioni, dopo ogni calamit pubblica mitigata a forza di spietati sacrifici e di menzogne della propaganda, bisogna fargli delle apoteosi. Noi abbiamo descritto le ovazioni dei congressi, che si prolungavano per un intero quarto d'ora, per cui ci si domanda come potevano finire? Poich qualcuno deve pur smettere per primo di battere le mani a cadenza e chi  colui che si permette di farlo in una simile ebbrezza di servilismo? Diamo uno sguardo alla Pravda del 21 dicembre 1939, dedicata al suo sessantesimo compleanno. Il numero  a 12 pagine di grande formato, 72 colonne di testo, delle quali 71 sono consacrate alla lode del Capo ed una sola a ci che avviene nel mondo, l'ultima. Sei righe in colori sulle battaglie della Finlandia....
Un editto lo nomina "eroe del lavoro socialista" e gli conferisce l'ordine di Lenin. L'editoriale lo chiama "il pi grande uomo del nostro tempo, la nostra bandiera, la nostra fortuna", ci che  ancora modesto. Il governo lo ringrazia "d'essere il creatore della costituzione la pi democratica del mondo, sotto il cui sole...", eccetera.... L'Esecutivo del Komintern lo loda per avere "ben difeso la causa della pace!". "Voi incarnate l'amore del popolo!", esclama il Presidio del Consiglio Supremo. Molotoff mostra in lui "il Capo del bolscevismo, il Capo dei popoli dell'URSS nel quale i lavoratori di tutto il mondo vedono il Capo del comunismo mondiale, degno successore di Lenin". Vorochilov espone in sei colonne molto fitte come egli supera tutti i grandi capitani della storia. Lazare Kaganovitch intitola le sue sei colonne: "Il grande pilota della locomotiva della storia". Il Consiglio Superiore dell'esercito rosso dichiara: "Al grido di per Stalin! i regggimenti dell'esercito rosso sono andati al combattimento ed hanno vinto i nemici della patria e del socialismo. Al grido di per Stalin! il nostro esercito vincer sempre il nemico chiunque esso sia". Il magico grido non  sufficiente? Guai a chi ne dubiter! Il Comitato centrale dell'Ucraina loda la sua "direzione geniale"; Mikoyan, membro dell'Ufficio politico, cita Henri Barbusse "che espresse i sentimenti ed i pensieri dei lavoratori dell'intera umanit, scrivendo: -  il pi grande e famoso uomo della nostra epoca. La sua alta statura domina l'Europa, l'Asia, il passato e l'avvenire.... Egli ha la testa di un sapiente, il volto di un operaio, l'abito di un semplice soldato.... Egli  di ferro.... Egli  di acciaio.... Inflessibile e flessibile come l'acciaio (sic)....  Lenin vivente -". A nome dei lavoratori dei kolkos Andrev, membro dell'Ufficio politico, ringrazia il "creatore della felicit umana, l'ispiratore e l'organizzatore della nuova vita...". Il Consiglio centrale dei Sindacati loda la sua "geniale perspicacia" e lo ringrazia di aver donato ai popoli sovietici "la gioia, la fortuna, il trionfo del socialismo". Khroustchev, segretario del Comitato centrale dell'Ucraina, enumera le vittorie del Capo e fa stampare a grossi caratteri: "Stalin  il padre del popolo nel suo amore per il popolo. Stalin  il capo dei popoli nella sua saggezza...". Lavrentii Bria, il successore di Iagoda fucilato e di E'jov scomparso, alla testa della repressione, scrive su tre colonne: " il teorico pi profondo della nostra epoca, lo stratega ed il tattico geniale della rivoluzione proletaria". Malenkov, ex segretario del Segretario generale vanta in lui "l'educatore dei quadri del bolscevismo". Il Comitato centrale dei Giovani scivola nel lirismo: "Grande giorno di gioia.... La giovinezza sovietica libera e felice.... Nostro padre, nostro capo, nostro maestro!". Ci si scusi se  sempre la stessa cosa, se ci diventa un opprimente discorso privo di senso. "Pilota geniale del paese del socialismo, capo saggio dei lavoratori del mondo, il nostro caro Josif Vissarianovitch Stalin!" (Comitato centrale della Georgia). Messaggi del genere vengono da tutte le citt, dalle scuole, dagli ospedali, dai governi locali, dai sindacati, dal C. C. della Kighisia, dal governo della Turkmenia, dal Comitato dei compositori di musica, dai lavoratori dell'alimentazione di Oudmourti, dal Comitato Esecutivo dell'Altai, dai lavoratori di Bouriat-Mongolia, dagli ebrei di Birobidjan, dall'Associazione degli scrittori sovietici. Continuate pure la lista fin dove volete. Chvernik, del Comitato centrale dei Sindacati, loda in Stalin "l'amore per gli uomini". Grazie a lui, Papanine ed i suoi compagni della esplorazione polare sono stati salvati. "Egli circonda i fanciulli della sua tenerezza.... In tutti gli angoli del paese i bambini dicono, scrivono, cantano: grazie, o grande Stalin, di averci dato una giocosa infanzia!". Chkiriatov cita il discorso di una contadina di Rovno, territorio annesso di recente, la quale ringrazia Stalin "a nome dei popoli liberati": "Grande capo di un grande popolo che ci dona la vita e la felicit, che ci tratta come un padre, come un padre premuroso, che la sua gloria sia grande! Gloria eterna e lunghi anni al nostro caro amico, al liberatore dei popoli del mondo intero, il cui nome  glorioso in tutte le contrade, gloria a colui che si innalza come una montagna nel cielo, gloria al nostro compagno Stalin". Chkiriatov commenta: "S, Stalin si alza simile alla pi alta montagna, ma non vi  al mondo una montagna, una roccia a picco che l'intero universo veda come vede Stalin". Dove si fermer questa gara di offerte verbali? Due segretari mostrano in Stalin "la guida e l'amico dell'umanit". Essi concludono cos: "L'aquila si libra in alto, vedendo ci che non si vede nella vallata, egli guida con ardimento l'umanit verso il comunismo". Egli  l'aquila ed egli  la montagna. Egli  anche il sole, l'aviatore Tchkalov lo ha detto altre volte, le Isvestia lo hanno ripetuto. Dimitrov, in una lunga filastrocca che non  se non una dichiarazione di guerra a morte ai partiti socialisti(16), nomina Stalin settanta volte, le abbiamo contate....
...Cosa avverr quando arriver l'elogio dell'Oriente! La Pravda del giorno dopo 22 dicembre cita nel suo editoriale dei versi del bardo Djamboul:
Il mio cuore ed i miei pensieri vanno alla costellazione del Kremlino, Stalin, sostegno e luce degli umani, Capo della mia grande potenza dai popoli numerosi....
Noi conosciamo dei poemi nei quali lo si adora perch egli ha "creato l'uomo e fecondato la terra", perch egli "ha fatto crescere i fiori". Dei mongoli scoprono in lui "la fonte della tenerezza" ed il "Saggio Capo Gigante" (Pravda del 15 dicembre). "Il tuo pensiero  profondo e brillante come il baleno! Vivi dunque mille anni, compagno Stalin!", questo  il voto del Comitato centrale della Turkmenia.... Da un capo all'altro del continente russo, le assemblee recitano queste stupide ed opprimenti litanie, ricominciate senza fine lungo gli anni....
 cos che tenacemente si afferma la psicologia elementare del dispotismo. I Cesari - sopratutto quelli della decadenza - erano divini; i faraoni figli del sole; gli imperatori di Cina, figli del cielo; gli sci di Persia, re dei re; gli autocrati delle Russie si facevano chiamare: "Zar, piccolo padre". Ma essi non avevano a loro disposizione tante rotative messe in moto dall'elettricit per imprimere ci tutti i giorni nei cervelli di novanta milioni di uomini....
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27.
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ED EGLI HA PAURA.
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Noi ci limiteremo ad indicare le cause sociali di questo dramma. Esse dominano molto dall'alto il Capo, divenuto, lo abbia voluto o no, il realizzatore di avvenimenti, che egli contrassegna, senza dubbio fortemente, della sua impronta sanguinosa, ma che a loro volta lo sospingono e lo sorpassano.  avvenuto che una rivoluzione, fatta da milioni di diseredati nel clima di uno spirito di eguaglianza e con una ideologia socialista, dopo aver riportato una vittoria completa, si  trovata confiscata dai nuovi arrivati che essa aveva piazzato in tutti gli ingranaggi del nuovo Stato e sopratutto in quelli del partito rivoluzionario. La mancanza di tradizioni e di istituzioni democratiche, la debolezza numerica della classe operaia, la generale ignoranza e povert permisero al regime dei nuovi arrivati di consolidarsi avvalendosi delle nuove forze morali; l'abolizione della propriet privata dei mezzi di produzione, di trasporto e di ripartizione metteva, in tali condizioni, tutte le leve del comando dell'economia nelle mani dello Stato: ne risultava una formidabile macchina totalitaria. Non era pi una societ capitalista, non era e non  nemmeno - ne siamo ben lungi - una societ socialista poich si scopriva che la propriet amministrata dai burocrati poteva essere a sua volta uno strumento infinitamente potente di sfruttamento del lavoro. Ci si permetta di non appesantire questo saggio di statistiche e di ricordare a tal punto soltanto le conclusioni di altri studi. Oggi su una popolazione di 183 milioni di anime, l'URSS conta il 15% tutto al pi di privilegiati che godono di un medio benessere: funzionari, appartenenti ai quadri dell'esercito, della marina, della polizia politica, dirigenti dell'agricoltura collettivizzata, tecnici ed intellettuali, aristocrazia operaia altamente qualificata. L'altro 85% della popolazione vive in una continua indigenza, con dei salari in genere inferiori a quelli dell'antico regime ed a quelli degli anni 1926-1928. Procurarsi un paio di scarpe  sempre un problema; la crisi degli alloggi  tale, nell'intero paese, che la grande maggioranza della popolazione non dispone se non di una camera per famiglia. Una lotta sorda che si manifesta in ogni aspetto della vita quotidiana mette continuamente di fronte l'85% dei diseredati ed il 15% dei privilegiati, i quali si sentono degli usurpatori, ignoranti del resto, spesso incapaci di dirigere ci che dovrebbero saper dirigere per giustificare la loro esistenza. Donde gli innumerevoli casi di sabotaggio. Il regime vive su dei rapporti forzatamente menzogneri poich  proibito di dire la verit; esso impone dei piani ineseguibili senza permettere la minima obiezione, facendo cos dei direttori delle aziende degli eterni candidati alla prigione: e vanno in prigione. Abbiamo la dimostrazione che la produzione socializzata ha bisogno, per funzionare normalmente, della libert umana. Considerato nel suo insieme, questo Stato estremamente potente fa pensare ad un atleta colpito da una malattia di cuore capace di abbatterlo da un momento all'altro.
Il ritratto fisico di Stalin si conosce bene. Quella fronte bassa sotto una vigorosa capigliatura, quel viso piuttosto quadrato, carnoso, sul quale si stagliano dei grossi baffi, in cui gli occhi piccoli, privi di luce, danno una impressione di sicurezza testarda: niente di pi. Egli ha la parola malsicura, l'eloquio monotono, un forte accento georgiano. Si  fatto un abito di una semplicit voluta, una tunica alla maniera militare, col collo montante, stivali. La tunica  bianca di estate, verde scura nelle altre stagioni, come le uniformi: e questa maniera di vestire gli d l'aspetto di un sottufficiale.
Dopo la sua giovinezza, lo abbiamo visto, un insieme di inferiorit lo domina. Egli si sente, si sa sprovvisto di doti, inferiore in quanto alle capacit a tutti gli uomini di rilievo che egli incontra e per il suo carattere ne  geloso, li invidia e li detesta perch quelli valgono pi di lui. L'intrigo lo segue dai suoi primi passi, non si conosce una sua amicizia; ma con una perseveranza terribile egli ha mandato alla morte tutti coloro che aveva conosciuto da una quarantina di anni, seguto, ascoltato, invidiato: i compagni della Siberia come quelli del Caucaso, i compagni delle persecuzioni come quelli del potere, tutti, tutti, gli oscuri come gli illustri. Egli ci appare dominato dall'odio del mediocre per tutti coloro che gli sono naturalmente superiori. Ed il motto di Trotsky ci ritorna alla memoria: " la pi grande mediocrit del nostro partito". Questa frase pronunciata verso il 1925, il Georgiano non l'ha mai perdonata.
Nel conseguimento dei suoi disegni, a faccia a faccia con gli uomini, egli d prova di una straordinaria tenacia, di perfidia, di arrendevolezza ed infine di durezza. Qualit classiche del politico nel dispotismo orientale. Ci  occorso di definirlo, tanto per dare una immagine: "Un grande vizir, che si crede socialista, della Persia del XIII secolo...". Il suo metodo consiste nel collaborare per ingannare, nel mentire con arte fino al momento in cui, avendo il doppio gioco condotto in segreto dato i suoi frutti, egli si toglie la maschera e pi con brutalit che con cinismo. Lusinga Zinoviev e Kamnev, incoraggiandoli a soppiantare Trotsky, poi li gioca, li deride, li getta a terra con uno sgambetto; egli lusinga allora Rykov e Boukharine, arrivando perfino a dire al povero Boukharine: "Tu ed io siamo dell'Imalaia! Gli altri, bah!", poi li manovra, li gioca, li beffa, li vince senza una vera lotta.... Egli conduce per dei mesi, parallelamente, amichevoli negoziati con Londra e Parigi - mentre fomenta nel mondo intero l'agitazione antifascista - e negoziati segreti, del tutto segreti, con Hitler che la sua stampa denuncia come "il Bruto fascista". Le trattative ufficiali gli servono per far perdere le traccie agli osservatori e per far cantare il partner nelle trattative segrete. Egli gioca sulle due scacchiere, raggiunge il suo scopo, si smaschera allora senza scrupoli.
In tutto ci l'astuzia supplisce l'intelligenza, l'inferiorit morale il talento. Il baro ha un grande merito a vincere nel gioco? Sentendosi incapace di vincere con le regole, che sono quelle della intelligenza, della verit, della lealt, del disegno politico di grande ampiezza, Stalin bara sempre.  la sua sola risorsa. In preda d'altronde ad un empirismo grossolano, che lo porta a saggiare successivamente delle soluzioni contrarie, a presagire nel 1925 la consacrazione della propriet privata nell'agricoltura, a decretare la collettivizzazione nel 1930, a schernire la S.D.N. per poi aderirvi, a denunciare la barbarie nazista per poi collaborare con essa. Egli passa di espediente in espediente incassando i colpi come un pugile incassa uno swing, senza batter ciglio, ma umiliato nel suo intimo; rivoltandosi con odio contro i suoi strumenti, dei quali ne fa dei capri espiatori sia per calcolo politico come per punirli dell'intollerabile crimine di aver visto sovente pi chiaramente di lui.
Da ci una specie di fatalit per lui. La sua andatura nei grandi affari politici ricorda quella dell'uomo ebbro che barcolla tanto a destra quanto a sinistra. Mancando di immaginazione, di idee, di direttive, egli diviene lo zimbello delle circostanze, non trova delle idee se non nei suoi avversari, non giudica se non col proprio metro, costretto ad applicare nel 1929 il programma di industrializzazione che in altri tempi aveva respinto, ridotto a dichiarare la guerra ai contadini pur avendo rifiutato prima di tassarne alcuni; imputando ai suoi rivali l'intenzione di ucciderli e facendoli egli stesso assassinare, decretando il massacro degli uomini che accusa di patteggiare con il nazismo poich egli stesso sogna un patto con Hitler....
La sua inumanit sconcerta sia che si tratti del sangue dei coolies di Canton, versato al segnale dato, per la stampa o della esecuzione di uomini con i quali famigliarizzava da vent'anni e pi, o degli inutili bombardamenti della Finlandia. La spiegazione psicologica  nel disprezzo degli uomini, unico rifugio dell'uomo roso da un complesso di inferiorit il quale vuole sfuggire al disprezzo di se stesso. Nessun capo di Stato del nostro secolo ha ordinato tanti supplizi, massacrato con tanta perseveranza, in cos gran numero, i suoi compagni di ieri, i suoi collaboratori, i suoi sostenitori, i suoi fratelli. Non uno, per quanto noi sappiamo, nemmeno lo stesso Hitler del 30 giugno 1934, ha pronunciato una frase simile a quella di Stalin: "Una sera d'estate, nel 1923, parlando a cuore aperto con Dzerjinsky e Kamnev, Stalin avrebbe detto: "Scegliere la vittima, preparare minuziosamente il colpo, saziare una vendetta implacabile e poi andarsene a dormire... Non vi  niente di pi dolce nel mondo"(17). Ma di che cosa si vendica in tal modo se non della superiorit degli altri? della superiorit di coloro che riprovano la vendetta?
Gli uomini provvisti di doti lo turbano, gli uomini mediocri non sono per lui se non del materiale umano da trattarsi utilitariamente, con indifferenza. Perch egli conosce a fondo la bassezza umana, prima in se stesso e poi per la sua esperienza di tiranno. Nell'intimit chiama la IIIa Internazionale, con indicibile disprezzo, "questa miserabile bottega". Quando si tenta di fargli notare che i processi di Mosca fanno cattiva impressione sugli intellettuali di avanguardia dell'estero, alza le spalle e risponde che questi intellettuali "avalleranno tutto", ci e ben altro se si vuole. Egli rifiuta ai comunisti tedeschi dei Sudeti destinati ai campi di concentramento il visto d'entrata nell'URSS. Egli rifiuta l'asilo agli ebrei perseguitati: l'URSS  il solo paese del mondo che non ne abbia accolto alcuno. In quale situazione morale vengono a trovarsi, quando ottiene l'amicizia del Fhrer, i comunisti tedeschi i quali, da anni, nelle prigioni e nei bagni penali, resistono al nazismo? Non si sa niente di Thaelman, se non che i suoi collaboratori Werner Hirsch e Remmele sono stati fucilati a Mosca. In quale vicolo cieco porta i comunisti ceki e francesi, i quali, sotto le sue direttive, hanno inculcato senza posa la resistenza al nazismo?(18). Non si esagerer affermando che li ha pugnalati alle spalle. Destinati al ridicolo, all'odio, considerati come traditori dopo aver attuato la pi grossolana gara di patriottismo e di bellicismo. Egli non se ne cura. Mettendovi un prezzo, sapr sempre - egli pensa - rinnovare il suo materiale umano.
Ancora disprezzo degli uomini, il cinismo che lo fa parlare di "successi prodigiosi" quando si trova in piena catastrofe; che lo fa parlare di aumento di salari quando i salari cadono nel nulla e la fame prende i lavoratori allo stomaco; che gli fa ordinare delle apoteosi sulle quali non pu farsi alcuna illusione....
Qui noi scopriamo nel duro e grossolano realista uno strano bisogno di ingannare se stesso, uno sforzo insensato di vedersi negli specchi diverso da quello che . Egli si sente al disotto del suo compito, si sente limitato, piccolo, si vede le mani rosse, si sente odioso.... Vorrebbe evadere. Allora il Segretario generale, tormentato, sotto il suo calmo istinto di conservazione, ordina che gli cantino delle cantate d'amore, che lo si proclami buono, amato, geniale, inobliabile, umano fra tutti, il migliore dei migliori, il pi grande dei grandi.... Che dei telegrammi di approvazione entusiastica gli siano immediatamente inviati dai partiti comunisti e dagli "Amici dell'URSS" di Sciangai, del Venezuela, delle Filippine, della Norvegia, di Parigi! Cos il crimine non sar pi un crimine ma un atto di umanit. E tutto si compie. Ma pu egli dimenticare, questo furbo figlio di contadini, di pagare a buon prezzo questi telegrammi ed i servi che glie li mandano? Che queste ovazioni, queste cantate, questi manuali di storia, questi ditirambi, questi epiteti, questi ritratti  lui stesso che li comanda e li paga? "Dimodoch queste ovazioni coprono un silenzio totale. Non una voce si alza senza ordine. Non un gesto si compie, n un telegramma arriva.  come se fosse solo al mondo ed adorasse se stesso. Egli  inquieto"(19).
Impossibile fare a meno di questa menzogna rassicurante, impossibile credervi. La menzogna che egli ha scatenato lo alimenta e lo soffoca. Ed il supremo movente dei suoi atti ora si rivela a noi. Non la paura del vile, poich il coraggio fisico non gli manca, ma quella del primitivo superato dagli avvenimenti, che il tuono sconvolge. "Non dubitate, egli scriveva circa dieci anni fa, che io non sia pronto a dare tutto il mio sangue, goccia a goccia, per la classe operaia...". Sincero, perch no? Egli sarebbe morto coraggiosamente, come gli altri su di un patibolo del vecchio regime. La sua disgrazia e quella della Russia  proprio nel fatto che egli  sfuggito a quel destino, salvando tutte le goccie del proprio sangue, attraverso tutte le guerre e le rivoluzioni, senza una scalfittura, ma versando a fiotti il sangue degli altri, facendosi onorare come l'idolo di un socialismo mostruoso, poich egli non pu ignorare, di fronte a se stesso, che egli ha ucciso, per tutta un'epoca, il socialismo in Russia e che egli lo disonora in tutto il mondo.... Ed egli ha paura per il sistema di cui conosce la straordinaria fragilit. Paura della menzogna che legge negli occhi di tutti. Paura dei fantasmi che la sua paura crea, pronti a prendere corpo nella realt: la guerra, la disfatta, lo smembramento dell'Unione, il tradimento, l'attentato. Egli non pu pi niente: tutto ci deve nascere necessariamente da lui, dai suoi atti, dal suo regime. Quando egli passa davanti all'uomo scelto del distaccamento speciale che veglia alla sua porta - e di cui si sono fucilati, per precauzione, i predecessori - bisogna bene che egli si aspetti di ricevere una pallottola alla nuca. Il vecchio terrorista sa quale sarebbe il suo sogno se egli fosse al posto di quell'uomo. Ed egli va, va, attraverso la penombra di una rivoluzione fucilata, pieno di presentimenti, portando in s stesso, sotto la sua fronte bassa ed il suo duro e fisso sorriso, il piccolo inferno del suo mondo.
Parigi, 12 gennaio 1940.
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FINE.
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NOTE al testo.
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(1) Vedi B. SOUVARINE, Stalin, cap. IV e VITTORIO SERGE, Destino di una rivoluzione, pag. 118.
(2) B. SOUVARINE, opera citata.
(3) Gaven, aveva servito nell'esercito e nell'industria: egli fu giustiziato come terrorista, senza processo; Mdviedev apparteneva all'opposizione cosidetta operaia, scomparve in prigione; Choumiatski, ambasciatore in Persia, poi direttore della cinematografia sovietica, disparve senza che si sapesse come; lo stesso avvenne di Golostchkine, il quale, segretario di un comitato del partito, govern l'Asia centrale durante la collettivizzazione agricola (1936-1938).
(4) Vedi TROTSKY, La Rvolution dfigure e B. SOUVARINE, Op. cit.
(5) La formula ufficiale  che "nell'URSS si pu costruire il socialismo in un solo paese, ma che non si potr completarne la realizzazione senza l'aiuto della rivoluzione mondiale...".
(6) Si trovano nel volume di SOUVARINE. In Destino di una rivoluzione (1917-1937) (Grasset) abbiamo tracciato un quadro d'insieme molto dettagliato di questa epoca e di questa evoluzione politica. Ad esso rimandiamo il lettore.
(7) Destino d'una rivoluzione, pag. 190 e seg.
(8) VICTOR SERGE, Destino di una rivoluzione, pag. 209. (Grasset).
(9) Ci manca lo spazio per esaminare le responsabilit di Stalin nell'avvento del nazismo in Germania. Sotto la sua direzione l'Internazionale comunista faceva una politica tendente a "passare sul corpo della socialdemocrazia socialfascista per vincere il fascismo". Mantenendo la candidatura Thaelman, i comunisti favorirono l'elezione di Hindenburg alla presidenza della Repubblica; in Prussia accadde loro di unirsi ai nazisti, al di fuori del "plebiscito rosso", per cacciare dal potere il governo socialdemocratico di Berlino. Tutte queste manovre finirono per creare una massa fluttuante di circa due milioni di disoccupati i quali ora votavano per i comunisti ed ora per i nazisti, assicurando sulle piazze la preponderanza alle bande hitleriane, mentre la collaborazione sincera, se fosse stata possibile, fra i socialisti e i comunisti avrebbe potuto probabilmente sbarrare la strada al nazismo nel 1931-1932.
(10) Berlino, scriveva la Pravda il 9 agosto 1936, durante il processo Zinoviev, " il centro internazionale dello spionaggio, del terrore e dei delitti compiuti dalla Germania fascista per preparare la guerra. Sarebbe difficile indicare uno Stato i cui tribunali non siano venuti a conoscenza di episodi di spionaggio, di corruzione, di Kidnapping, di assassini o di attentati, di falsi e di truffe organizzate dagli emissari di Berlino...". Il 22 febbraio 1938 la Pravda scriveva per la millesima volta: "la politica del fascismo tedesco  pi che mai orientata verso nuove aggressioni e conquiste coloniali, verso lo scatenamento di una guerra mondiale, verso l'assorbimento ed il dominio degli stati deboli, verso l'estensione delle tenebre, la reazione e l'odio...". Tali sono stati per anni e anni i motivi ripetuti all'infinito dalla propaganda comunista.
Oggi nella stampa sovietica non si trova pi una sola riga contro il fascismo.
(11) L'accusa che ritorna senza tregua in questi processi  diretta contro Trotsky, che si vuole disonorare ad ogni costo, presentandolo come un agente del nazismo. Piatakov depose che "Trotsky si era inteso con il governo fascista tedesco dopo aver lungamente negoziato con Hess...". Ricordiamo che una commissione di intellettuali americani, presieduta dal prof. John Dewey, ha studiato i dati del processo di Mosca, ha lungamente interrogato Trotsky nel Messico, consultati i suoi archivi ed ha concluso a sua totale discolpa: "Not guilty!".
(12) Da un articolo del Generale Baratier citato dal Temps nel marzo 1939.
(13) Fra gli scrittori scomparsi notiamo: Boris Pilniak, uno dei pi grandi romanzieri della letteratura sovietica, Voronsky, Llvitch, Gorbatchev, Tarasov-Rodionov, Serge Trtiakov, Alexandre Arossev, Galina Srbriakova, il drammaturgo Meyerhold (sua moglie Zinaida Reich, attrice celebre in Russia,  morta misteriosamente assassinata) e qualche giornalista comprato come Averbach e Michel Koltsov.
Ricordiamo i nomi dei diplomatici scomparsi: Michel Rosemberg, accreditato a Madrid e alla S. D. N.; Krestinski, ambasciatore a Berlino, fucilato; Karakhane, ambasciatore ad Ankara, fucilato; Iourniv, ambasciatore a Berlino, scomparso; Bogomolov, ambasciatore a Nanchino; Beksadian, ambasciatore a Budapest; Davtian, ambasciatore a Varsavia; Oustinov, ministro a Tallin, suicidato; Asmus, ministro a Helsinki, scomparso; Antonov-Ovsenko, console generale a Barcellona, scomparso; Sokolnikov, gi ambasciatore a Londra e Racovski, gi ambasciatore a Parigi, in prigione; Stomoniakov, Stern, alti funzionari agli Affari esteri, scomparsi; Boutenko, incaricato di affari a Bucarest; Barmine, incaricato di affari ad Atene, Raskolnikov, ambasciatore a Sofia, si rifugiarono all'estero e furono messi fuori legge. Si ignora ci che  avvenuto di Troyanovski, recentemente ambasciatore a Washington.
(14) Una relazione dettagliata di questi incidenti e di questi avvenimenti  stata fatta da Edgar Snow, corrispondente del Daily Herald di Londra, in Red Star over China. (Gollancz, edit.).
(15) J. ESCARRA, L'honorable paix japonaise. (Grasset, edit.).
(16) In tutta questa confusione non una riga contro il fascismo! L'antisocialismo succede all'antifascismo.
(17) Citato da SOUVARINE, pag. 446, e da TROTSKY in diversi scritti, questa frase fu spesso ricordata dai vecchi bolscevichi.
(18) GABRIEL PRI domandava il 6 luglio nell'Humanit: "Parigi e Londra hanno indicato la strada ed i mezzi per far scomparire la Polonia nel silenzio e nell'indifferenza complici della Francia e della Gran Bretagna?". Ci basta sfogliare questo giornale per constatare che giammai la furberia  stata n pi grossolana n spinta pi lontano.
(19) VICTOR SERGE, De Lnine  Staline. (Crapouillot, 1936).
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FINE.